E se vuoi un Carnevale che non ce n'è un altro sulla terra,
vattene a Mamoiada
vedrai l'armento con maschere di legno,
l'armento muto e prigioniero,
i vecchi vinti, i giovani vincitori,
un Carnevale triste, un Carnevale delle Ceneri,
storia e misura di ogni giorno,
gioia condita con un pò di fiele e aceto,
miele amaro.
(Salvatore Cambosu)
Domenica sono andata a Mamojada.
Per la prima volta nella mia vita. Ho visto, ho guardato. Ho respirato, ho sentito, ho sentito.
Martedì grasso, saluterò il carnevale stasera e nel rogo di Re Cancioffali sui Bastioni della mia Cagliari butterò i miei pensieri tristi, sogni perduti, disillusioni, delusioni, torti e sconfitte, e mi riempirò occhi, cuore e polmoni di voglia di vivere e ballare questa vita anche nel piccolo di ogni giorno. Fatevi un brindisi liberatorio, tutti voi amici miei del web, che sia di buon augurio. E per voi un regalo: la canzone più bella dei Tazenda, il respiro della mia terra, il mistero delle sue tradizioni. Ve la regalo, ve la ricordo, ve la dedico.
CARRASECARE
Tazenda
Deus, ses in s’aera?
Deus fattu a bisera
Cras a mandzanu bo’ lasso sa vida e micch’ando
Cras a mandzanu su mundu affanculu che mando
Deus, bessi dae domo
Fachemi morrere como
Chi morza biende
Sos anzoneddos brinchende
Balla chi commo benit carrasecare
A nos iscutulare sa vida
Tando tue podes fintzas irmenticare
Tottu s’affannu mannu ‘e sa chida
E su coro no, no s’ispantada
E sa morte no, no chi no b’intrada
E sa notte fraga’ ‘e bentu de beranu
Ses cuntentu?
Deus, a mala ‘odza
Soe solu che foza
Chito su entu a mandzanu at a benner cantende
Amus a facher muttetos in paris riende
Deus bessi dae domo
Fachemi morrere como
Chi morza biende
Sos anzoneddos brinchende
Eccomi, reduce dal weekend milanese alla BIT. Una tappa obbligata, si dice, per tutti coloro che lavorano nel turismo... e io, dopo vent'anni passati appunto nell'ambiente, finalmente ho avuto il mio BITtesimo!!
Partenza sabato all'alba, con uno scricchiolante aereo Meridiana che ci ha (me e il mio capo) depositato in una Milano con cielo grigio d'ordinanza ma meno fredda di quanto mi aspettassi. Ben prima di mezzogiorno eravamo alla nuova fiera di Rho (enorme e futuristica, molto bella), io Sergio e la famiglia P. (suo socio con moglie e figli). Ore e ore a camminare (ovvio, nelle fiere) dentro padiglioni riscaldatissimi, alla scoperta di tutto ciò che si muove intorno al turismo. L'allestimento dello spazio Sardegna, spazi ampi ma vuoti, solo un logo multicolore quasi invisibile
e bandiere verticali sparse non mi è piaciuto affatto (mentre il mio preferito, tra gli italiani, era quello della Sicilia). Quel che restava della mattina l'abbiamo impiegato alla ricerca dei "nostri" Tour Operator, con cui fare un po' di sane P.R. e scambiarci contratti e gadgets. E poi, alla ricerca di un nuovo software gestionale (e qua, ragazzi, nonostante la logorrea dei venditori, mi sentivo gli occhi luccicare durante la spiegazione delle meraviglie che la tecnologia offre: soprattutto a quanto tempo potrei risparmiare e quanto meglio si possono fare le cose anche più elementari!). Nel pomeriggio è arrivata la parte migliore: i padiglioni dedicati a "The World". Solo a leggere i nomi mi sentivo male ... questi sì, che sono viaggi!! Capirete facilmente che su di me nemmeno le più belle spiagge della Sardegna possono esercitare alcun fascino: ma datemi un depliant del Venezuela o della Repubblica Dominicana e mi vedrete in estasi!!
Ho visto ballare un gruppo di aborigeni australiani, due ragazze meravigliose delle isole Cook, una coppia di Peruviani e ho ballato insieme agli altri con i musicisti Colombiani. Bellissimo ... giusto quello che ci voleva per dimenticare il mal di piedi!
Il mio massimo divertimento è stato vedere quanta gente (il weekend la BIT è aperta al pubblico) arrivasse in fiera con trolley vuoti che riempivano letteralmente di depliant e cataloghi ... non me lo sarei mai immaginato... un esercito di viaggiatori? Ma tanti, eh? Con borse, borsine, sportine, buste piene piene di materiale... capisco i gadgets (anche io ho una bella collezione di penne, portachiavi, matite e righelli variamente sponsorizzati)... giuro, ancora non ho metabolizzato sta cosa!!
Abbiamo faticosamente recuperato la macchina e ci hanno portato in albergo, giusto il tempo per un rapido restauro e già ci aspettavano per la cena. Il nutrito gruppo di operatori di Costa Rei e Muravera, tutti alloggiati nel nostro stesso albergo, avevano organizzato una cena "corale" in un ristorante della zona: chiamasi RIO ,
una churrascaria favolosa con tanto di ballerini brasiliani (veri) che si esibiscono durante la serata. Veramente ottimo il cibo, la caipirinha favolosa ma soprattutto molto intrigante il mio vicino di tavolo che niente ha a che fare con il turismo sarrabese: una fortunata coincidenza mi ha messo accanto ad un rocker dai lunghi capelli, sardo trapiantato a Milano, che chissà se mai rivedrò (ovviamente lungi da me chiedergli il numero di telefono ... molto sveglia, come sempre!!). A proposito ... lo sapevate che 111.111.111 x 111.111.111 = 12.345.678.987.654.321 ?
Appesantiti dalle abbondanti libagioni ma piuttosto alleggeriti dal corposo conto finale, ci siamo diretti all'Hotel Atlantic (dignitosissimo quattro stelle a Milano centro), dove il sonno non ci ha impedito di fare un po' di cabaret per strada, con frizzi e lazzi e chiacchere varie. In un'iperriscaldata cameretta milanese ho dormito le mie sempre troppo brevi sette ore, quindi mi sono lanciata sul caffè e la notevole colazione. Milano era coperta di nebbiolina o pioggerellina, non sono riuscita a capirlo ma giuro che la mia sinusite sì: avevo un mal di testa da record, e idem Sergio (cervicale). Come due zombies ci siamo avviati, in taxi, verso casa di una signora con cui avevamo un contratto da firmare, in una città semideserta causa blocco del traffico. Caffè, quattro chiacchere, due firme, altro taxi e fiera. Ci siamo aggirati per tutta la fiera, facendo la fila per avere il braccialetto rosso brasiliano dalla Bahiana in costume tipico, e lo zucchero filato dal Messicano (ma perchè?) dove i Mariachi in abito nero con bottoni d'argento intrattenevano il pubblico. Ho sognato sulle foto del Brasile, sui depliant di Antigua e Barbuda, sui poster delle Bahamas e della Jamaica. E poi son tornata coi piedi per terra, nel nostro grande spazio Sardegna dove si spacciavano Culurgiones di Sadali, amaretti e gueffos insieme ai mille colori del nostro mare stampato sui depliants.
Ho anche incontrato i miei ex datori di lavoro, con cui abbiamo chiaccherato fino a che è arrivata l'ora di muoverci verso Linate per rientrare nell'Isola. Meridiana si è distinta ancora una volta per il ritardo: il volo delle 21.10 è decollato solo alle 22.15 quindi vi lascio immaginare a che ora e in che condizioni sono arrivata a casa ... Però contenta. E' stato un bel weekend, una full immersion da frullatore, ma in fondo mi piacciono le fiere e sotto pressione funziono meglio. Il problema arriva quando mi rilasso troppo!!
Quindi mollo il pc subito e mi fiondo sotto la doccia: oggi un po' di shopping e poi incontro lo staff di KaraLettura: stiamo preparando un po' di belle cose, stay tuned.
Avevo promesso altri pezzetti della mia vacanza a Los Angeles, e così - per sentirmi ancora un po' americana - mi immergo nei ricordi e vi racconto.
L'ultima settimana di vacanza è stata praticamente un lungo Christmas Shopping: la mia amica Cynthia doveva comprare svariate cose per il suo boyfriend Roger e suo figlio Christian, e così abbiamo girato in lungo e in largo Melrose, Rodeo e altre vie a me sconosciute tra un negozio e l'altro. Due volte siamo stati a The Grove, un centro commerciale pazzesco che ho potuto ammirare in tutto il suo splendore natalizio, con luci ovunque, albero alto quattro metri, casetta di Babbo Natale dove i bambini potevano farsi prendere in braccio e fare la canonica foto. Se avessi a casa il mio scanner potrei postarvi qualche foto ...
Dopo aver passato in rassegna due reparti di grande magazzino, un negozio di jeanseria e uno di scarpe, abbiamo fatto un giretto nel negozio Apple - dove ho scoperto che l'iPod a differenza dei cellulari, costa davvero meno. Non ero molto convinta di volerlo comprare, però così ho rimandato. E alla fine son rimasta senza ... Hanno cercato di rifilarci una neve sintetica pazzesca, in polvere che ci aggiungi l'acqua e diventa davvero come la neve vera: fredda e umida e per niente appiccicaticcia! Peccato che costasse 30 dollari, davvero esagerati, ma era divertente da morire. Ovunque manifesti luminosi del cinema: Pirates of the Caribbean, ovviamente - con un favoloso Johnny Depp- e The Pursuit of Happiness, che ogni volta che vedevo un manifesto mi intenerivo al pensiero del "nostro" Muccino.
E poi Barnes&Noble, il mio preferito: una libreria enorme e favolosa, con il Caffè all'interno dove puoi sederti, bere e mangiare mentre leggi qualunque libro tu voglia. Un signore di mezza età con barba bianca e occhiali, sprofondando nella poltrona accanto alla mia con una pila di libri illustrati accanto ha sospirato "I wanna stay here all my life!". Ho sorriso: anche io vivrei volentieri in una libreria!!! Mi sono divertita a girarla tutta, in lungo e in largo e son riuscita a limitare gli acquisti soltanto pensando al peso dei miei bagagli! Cynthia e Roger mi hanno detto "ma non ti preoccupare, potresti comunque spedirli..." e per un attimo i miei occhi hanno luccicato (come capitan Harlock, do you remember?) ma sono riuscita a controllarmi: ho comprato solo 2 libri (uno è Breakfast at Tiffany di Truman Capote, da cui il famoso film, e l'altro una specie di guida di Los Angeles per amanti del cinema, con l'indicazione di luoghi e case che hanno a che fare con le Movies Stars. E poi ho comprato un'infinità di segnalibri, per me e per regalarli.
Nonostante i buoni propositi, non siamo riusciti ad andare al cinema, e questo mi è davvero dispiaciuto un sacco. Però mi hanno portato a Las Vegas !
Infatti, resasi conto che nemmeno la prima volta che sono stata da lei mi ha mai portato altrove che Los Angeles, ha deciso che DOVEVO vedere almeno Las Vegas; quindi ha messo in moto la fantastica organizzazione: suite "da paura" al The Hotel at Mandalay Bay, pomeriggio in Spa con massaggio da un'ora e mezzo, spettacolo serale e a seguire cena con collega di Roger. Ventiquattrore in un luna park per adulti, quella di Ocean's Eleven e di Bugsy Siegel. Ci siamo andati in auto: quattro ore di viaggio. Partenza prestino, ore otto siamo già sulla Lincoln Navigator di Cynthia; Roger alla guida, io e Christian nei sedili posteriori; appena partiti, Christian tira giù lo schermino del lettore dvd (si, addirittura!) e mette su Pirates of the Caribbean, a mio esclusivo beneficio. E mi sono goduta il favoloso Captain Jack Sparrow, anche se piuttosto distratta dalla visuale dal finestrino. La Freeway che attraversa il deserto del Mojave è un paesaggio stranamente familiare, eppure diverso. La sosta pipì-pranzo è in una stazione di servizio ad una cinquantina di chilometri da Las Vegas, uno di quei grossi supermarket con file di espositori che affiancano patatine, mix di frutta secca, bibite, caffè, tacos, cartoline, fazzoletti di carta, sigarette ... Facciamo il pieno di benzina e di cibo, e continuiamo il viaggio. Il confine California - Nevada non si nota quasi, ma quando dal deserto circostante spuntano i primi alberghi e casinò capisci che siamo arrivati! E noi ci siamo arrivati di giorno; di notte fa molto più effetto, mi dicono. Il nostro albergo è proprio all'ingresso, accanto a Luxor e di fronte all'aeroporto, è quella "L" dorata che si vede nella foto!
La mia vacanza americana è finita! Son tornata in Italia domenica/lunedì. La mia valigia invece ha deciso di fermarsi una notte a Parigi, e dovrei riabbracciarla oggi ... Intanto io mi sono trasportata lunedì notte (senza valigia a dire il vero è stato più agevole!!) da Malpensa a stazione centrale, e da qui a Brescia, dove la mia amica Gabri è venuta a prendermi, avvolta da nebbiolina freddissima, per portarmi a casa sua a Travagliato. Senza valigia e piuttosto "shakerata" sono stata avvolta dalla morbida familiarità di casadigabri, dove tra un bicchiere di vino e un po' di sigarette ho potuto raccontare un pezzetto di America e aggiornarmi sul Mito e dintorni.
Qualche ora di sonno e poi caffè e chiacchiere, telefonate di organizzazione e poi alle due si parte: destinazione Mo
ntegrotto Terme, obbiettivo:
Prima tappa, Peschiera dove incontriamo Josie e Ale, Angela e Silvia e con loro proseguiamo per Montegrotto. In un freddo pomeriggio festivo i Vittofans come sempre sono presenti in buon numero: Pier e Teresa con figli, Lorella appena arrivata da Roma, a sorpresa Carlo e Lisa con l'adorabile Praveena, Kia, Elena, Grazia con sorella e cognato, e forse qualcun altro che non conosco.
Lo spettacolo è meritevolissimo. Qualche scelta coreografica non mi convince, qualche pecca mi salta agli occhi e alle orecchie ma la presenza di Vittorio riesce come sempre a mettere in secondo piano queste cose. Il primo pezzo che canta è una strepitosa "Nobody knows" : lo guardo e lo ascolto assolutamente incantata e penso che non avrebbe sfigurato affatto nel "vero" coro gospel che ho visto domenica a Los Angeles! Alla faccia del suo raffreddore, la voce riempie il teatro e il cuore e la sua presenza scenica è assolutamente impagabile. Un'ora e mezza di concerto vola via in un baleno, tra un balletto tenerissimo di due bimbi (il passo a due da "la bella e la bestia" - che per Silvia seduta accanto a me è come rivivere una grande emozione, come sanno in molti e come ci racconterà poi lei più tardi), le trascinanti "Ain't no mountain high enough" e "Oh Happy day", la grande energia di Marco che esplode in "When the saints go marchin' in". Vittorio ci regala un momento di assoluta magia quando intona, da solo e a cappella, una struggente e tenerissima "Silent night". E ancora una volta, oltre che dalla bellezza del pezzo e dalla sua voce incredibile (come riesce ad infondere in ogni nota e in ogni sillaba esattamente l'intenzione giusta, ha del miracoloso!) sono rapita dalla sua bravura linguistica: la sua dizione è perfetta non solo in italiano ma anche in inglese, e in una serata così - vi giuro che fa la differenza!!!
Il finale è un corale "We are the world" seguito da Jingle Bells e Bianco Natale con l'entrata in scena di carinissime bimbe e bimbi in costume natalizio che eseguono coreografie teneramente festive.
Il dopo spettacolo è piuttosto consueto: Vittorio circondato da fans vecchi e nuovi che brandiscono penne, locandine, programmi o cd da firmare. Riesco a trovare un momento per salutarlo, e mi regala un abbraccio e un gran sorriso. Gli consegno il bigliettino natalizio (che non avevo voluto spedire dagli Stati Uniti per paura che non arrivasse in tempo!) e lo lascio agli altri fans. Due chiacchiere rapide con Gloria prima che sparisca nella gelida serata col suo MiticoMarito, e poi ci spostiamo fuori dal teatro, per il grande sondaggio: restiamo a mangiare qualcosa tutti insieme o ci si saluta subito. Ovviamente passa la prima proposta, qualcuno rientra ma una ventina di noi invadono il pub fronte teatro per cibo e rumorose chiaccherate. Il viaggio di ritorno ha come ovvio sottofondo DraculaOperaRock, i nostri commenti, i nostri cori, le nostre risate.
Stanchissima e ancora preda del fuso orario, mi addormento con gli occhi e le orecchie pieni di Vittorio, e un pensiero alla mia valigia che ancora non è arrivata ....
Natale si avvicina. Ieri faceva persino freddo... la mia amica Cynthia infatti ha messo le scarpe chiuse per uscire, di solito porta infradito. A dicembre. Si. Aaaahhh la California!!! Io ovviamente non ho portato scarpe aperte o semiestive, quindi sto con le mie Freddy oppure con gli stivali ma spesso a maniche corte o al massimo con una felpa (la Vittofelpa, ovviamente). Ieri la giornata e` cominciata presto: mi sveglio sempre prestissimo e vado anche a letto presto! Se non fosse che mangio da americana (!!) farei una vita sanissima. Da quando sono arrivata non ho fumato nemmeno una sigaretta. Dopo un paio d`ore di vagabondaggio per la casa, senza sapere se uscire non uscire leggere o tornare a letto dopo il primo caffe` alla vaniglia della giornata, Cynthia ha deciso di uscire per andare a fare un po` di Christmas shopping per Roger - il meraviglioso fidanzato, che dovevamo poi incontrare verso l`ora di pranzo. Ci siamo quindi dirette verso Beverly Hills e Rodeao Drive, la meravigliosa strada dello shopping. Signore e signori prego notate le palme ricoperte di lucine natalizie, i meravigliosi lampadari a goccia inscatolati in plexiglass che Baccarat ha sparso illuminando la via per beneficenza. Sssshhh ... se fate silenzio un momento sentirete musica .,... si si esatto, canzoni natalizie. Vedete i piccoli altoparlanti appesi alle palme suddette? Fanno atmosfera. Insieme ai continui Happy Holidays che i commessii (sales associates) vi rivolgono in ogni negozio. Entriamo prima da Brook Brothers, dove incontriamo subito un gentilissimo commesso ... italiano! Filippo, si chiama, e vive in america da sedici anni; dieci a New York e gli ultimi sei a L.A.. Dopo un po` di chiacchere, ci da` il suo biglietto (lo fanno tutti continuamente e tutti hanno i biglietti personalizzati. Credo che tutti i sales associates abbiano una percentuale sulle vendite :-) verrebbe da credere che siano davvero gentili e premurosi, ma probabilmente la realta`e` molto meno poetica di cosi`) Restiamo d`accordo che ci faremo sentire con Filippo per un caffe`; Cynthia era contentissima di averlo conosciuto: sta cercando di convincermi a restare qui fino a meta` gennaio almeno; e nella settimana di Capodanno dovrebbe andare fuori per qualche giorno con Roger, e io resterei qua con Christian. Il che implica che mi prenderebbero una macchina a noleggio (la macchina di Cynthia e` un mostro di Lincoln non ci penso nemmeno di mettermi al volante!) e dovrei anche portare il pargolo a scuola e dove altro deve andare oltre che potermi muovere (LA purtroppo non e` come NY dove tra metro e taxi ci si sposta facilmente e a poco prezzo. Qua senza macchina sei morto). Sono moooolto indecisa, non ho ancora nemmeno telefonato ad Air France per vedere se posso spostare il biglietto e a che prezzo, ma non ho molto tempo per pensarci: dovrei partire fra esattamente una settimana!! Aspetto un segno, un God`s wink - come dice un librino che ho letto tra ieri e oggi. Dopo i Brooks Brother, ieri, siamo andate da Ralph Lauren. Non perche` pensassimo di trovare niente di adatto a Rog (che e` piu` un tipo Marlboro Man ma piu` cool) ma perche` il negozio in se` merita una visita: ingresso con portico, colonne, interni in legno, composizioni di fiori enormi, quadri e commessi elegantissimi... wow!! Dopo questa visita, ci siamo dirette verso un`altra zona, dove ci siamo incontrate con Roger e con lui siamo entrati in una boutique meravigliosa: Maxfield. Cynthia conosce i proprietari, e quando siamo arrivati e` stata accolta da gridolini di giubilo da due commessi gayssimi e strafighi, e da una ragazza con vassoio che ci ha offerto champagne. Wow. Ho visto cose troooopppo strane, da un paio di scarpe decorate come serpenti (e tenute in gabbia:-) Giuro!) a gioielli bellissimi con pietre vere e teschi, Rolex con brillanti e teschi, una vetrina con statuine di pan, teschi, demoni, cavalieri templari e altre cose improbabili. Dopo questa esperienza notevole, siamo andati a pranzo. Mi hanno portato, perche`almeno una volta se sei a L.A. ci devi andare, all`Ivy, un ristorante su Rodeo troppo carino. Tra l`altro -mi dicono -molto frequentato da attori registi e quant`altro (c`e` bisogno di dirvi che quando ci sono andata io non ho visto nessuno?). Il posto e` davvero carino, sembra una casa "vecchia america" con fiori veri sui tavoli e intorno alla sala, alle pareti quadri e moltissime bandiere americane sottovetro dall`aria antica. Ho mangiato benissimo e moltissimo, fino al dolce di gelato e pecan con cioccolato. La giornata continua sulla strada dello shopping: prima un "mall" nemmeno tanto grande ma certo notevole, e poi un sacco di negozi alla ricerca di un mobile per la stanza di Cynthia. Ovviamente non l`abbiamo trovato, ma abbiamo comprato: una decina di ornamenti per l`albero di Natale, alcuni regali per Christian, una camicia per Rog, una cinta belissima con fibbia dragone cinese per me e per Cynthia, altre amenita`varie. A casa alle dieci, stanchi morti, a letto presto. Oggi invece e` stata una giornata lunga e noiosa: Cyn e Rog sono stati tutto il giorno in ospedale da Linda, che e` stata trasferita da terapia intensiva in corsia, sta decisamente meglio. Ho letto, ho fatto il bucato, ho cucinato la pasta per Christian (la adora) e ho guardato la tv. Due stupidissimi ma adorabili film natalizi. Quando finalmente sono arrivati Cyn e Rog, abbiamo cazzeggiato un po` tutti insieme e poi ho fatto la pasta per tutti (che carini, mi fanno un sacco di complimenti perche` gli faccio la pasta al burro. Quasi quasi mi sento una brava cuoca) e abbiamo cenato tutti insieme (mi sa che e` la prima volta da quando sono qua!) e ora siamo tutti insieme in camera di Cyn, io per terra col suo laptop mentre Rog appende al muro uno specchio che hanno comprato oggi con la collaborazIone di Christian e la supervisione di Cyn. Abbiamo persino acceso il camino ... E ora credo che spegnero` il computer e mi berro` un altro bicchiere di Porto, col quale bevo alla vostra e alla mia, God Bless all of You. Rolliewood