mercoledì, 17 settembre 2008, ore 23:43

Settembre si è aperto con una settimana nera che più nera non si può. Per la mia stanchezza e per una PMS (se non siete femmine non capirete mai) che peggio non potevo immaginare. Giorni in cui il nero era l'unico colore ammesso nel mio orizzonte, tutto pesava tutto faceva male. Ho dubitato delle mie amicizie, delle mie capacità e l'assenza del Principe ha reso tutto più faticoso ancora. E nel frattempo ci sono state due serate, invece, che avrebbero meritato più energia e positività: la prima, venerdì 5 settembre all'Anfiteatro Romano di Cagliari con "I canti di Dante", DSC00892versione ridotta di "La Divina Commedia, L'Opera" con il mio Mito Vittorio Matteucci. Bello lo spettacolo, lui grandioso come sempre. Per un po', prima dello spettacolo, mi sono praticamente pentita di essere partita da Costa Rei alle due del pomeriggio con un caldo tremendo, umidità 80%, ero stanca morta e dovevo ripartire subito dopo lo spettacolo perchè il sabato qui si lavora parecchio ... ma poi, è bastato vederlo comparire in quinta che già ero felice felicissima di essere ancora una volta davanti ad un palcoscenico a vederlo, applaudirlo, godere della sua bravura. E così è stato. Sono pure riuscita a salutarlo a fine serata, giusto pochi minuti il tempo di un abbraccio, una foto, un autografo alla mia mamma che finalmente ha avuto il piacere di vederlo e sentirlo dal vivo. La gioia immensa di aver rivisto Vitto nella mia città è stata però oscurata, il giorno dopo, dalla notizia della morte improvvisa e autoinflitta di uno di noi, uno del fansclub, uno di quelli che in questi anni aveva testimoniato più di tanti altri entusiasmo e gioia di esserci. Con una famiglia splendida al seguito, con una vita come tutti noi incasinata il giusto ma con niente che potesse farci pensare ad una cosa del genere. Il che rende ancora più duro comprendere, più difficile accettare, più misterioso tutto il meccanismo che regola questo nostro viaggio che è la vita. Altre domande che si aggiungono alle nostre quotidiane, realtà che ci appartengono magari poco, vite che ci hanno solo sfiorato ma non sono estranee, siamo tutti parte di questo piccolo immenso mondo, ed è andando avanti sulla strada che percorriamo che ci si sente sempre più coinvolti e toccati dalle vicende altrui ... Nel silenzio totale dell'anima, in quei giorni lunghi e bui, è arrivata un'altra serata bella, importante, significativa sotto molti aspetti: il concerto di Lorenzo  a.k.a. Jovanotti, mercoledì 10 settembre alla Fiera di Cagliari. DSC00926Ci sono arrivata stremata emotivamente, ma non potevo mancarlo, anche perchè da settimane avevamo organizzato di andarci in gruppo: sei galline da Costa Rei, tre baldi giovani a tenerci a bada, altri vari ed eventuali che ci hanno raggiunto là. E' stato un concerto bellissimo, grande energia sul palco e sotto, musicisti di prima classe (non ci è sfuggito il notevolissimo fascino del batterista giamaicano Gareth Brown!) e lui, che ormai da anni riesce a scrivere cose meravigliose. Safari è un cd in cui non c'è un solo pezzo che non mi piaccia (tranne, so che mi attirerò antipatie, A te, che ormai non reggo proprio più anche per motivi squisitamente personali) e mi sono goduta ogni minuto delle due ore e mezza di concerto cantando e ballando e saltando (ottimo sistema anche per scaricare negatività e stress). Il top è stato quando Lorenzo ha iniziato a cantare No potho reposare: canzone tradizionale e popolare sarda, meravigliosa. Dopo la prima strofa cantata praticamente a cappella da lui e da tutto il pubblico, è partito il pezzo cantato da Andrea Parodi, del quale è comparsa una foto sul megaschermo che era sul fondo del palco. Ed è partito un applauso continuo e prolungato che ha accompagnato il nostro coro fino alla fine del brano. Un omaggio meraviglioso, e davvero sentito.
Il giorno dopo, oltre ad alcuni messaggi del Principe che non facevano presagire niente di buono, ho rivisto Stefi, una delle mie amiche storiche con cui ho diviso davvero tantissime cose belle e che purtroppo non vedo quasi mai (due bambini un marito un lavoro, tempo zero!). Nel fine settimana è arrivato il maestrale ... vento tanto, freddo, un po' di pioggia ... però ha portato via l'umidità che ci aveva afflitto per giorni, e il grigio che si era installato nei nostri cieli. E ha spazzato via anche buona parte del mio malumore e malostare (per dirla con Montalbano). Ho recuperato un po' di positività, ho ricominciato a sorridermi nello specchio e ho cercato dentro di me qualche risposta alle mille domande che mi assediano ultimamente.
E lunedì ho recuperato anche il Principe, che si trova anche lui in un momento un po' così ma sembra che il gran finale ci sarà, in questo Summer Show che corre verso la fine sempre troppo velocemente ... E che però, a parte la sua partenza e quindi molti dubbi su quanto definitivo sarà il GranFinale, mi sta anche portando voglia di novità e nuove energie per ricominciare a sognare e progettare e pensare e ... vivere!

Elisa, io non ho visto cammelli passare per la cruna di un ago, e non vedo navi dalla mia terrazza. Ma ho visto la luna piena, e il cielo azzurro. E ho respirato cisto e lentischio durante il mio jogging mentre correvo e cantavo con Lorenzo "e ogni cicatrice è un autografo di Dio, nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio per quanto mi identifichi nel battito di un altro, sarà sempre attraverso questo cuore"  .... e anche questo vorrà dire qualcosa, no?


Seventhwave
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categoria : suoni, its my life, sipario, vittorio matteucci, summershow
mercoledì, 12 dicembre 2007, ore 17:44

Ieri sera al cine-teatro Alkestis, prima proiezione in terra sarda di "Ma la Spagna non era cattolica?", docu-fiction realizzata nel 2006 dal mio amico regista Peter Marcias.  Prendendo spunto dalle molte riforme attuate da Zapatero in Spagna, Peter e i suoi co-autori hanno voluto realizzare un documentario a base di interviste raccolte per le strade di Roma su come gli italiani recepiscono e interpretano la realtà dei cugini iberici. In realtà, nonostante il governo Zapatero abbia varato molte e importanti riforme in campo sociale e culturale, viene identificato con unioni di fatto e matrimoni gay. E su questo, infatti, si esprimono i cittadini protagonisti del documentario. Per focalizzare meglio alcuni aspetti dell'argomento e per "alleggerire" il risultato, è stata inserita una parte di fiction in tema con l'argomento. Il risultato è un film di 80 minuti che offre una variegata galleria di opinioni, trasversale come età, provenienza, appartenenza, cultura. L'aspetto che più mi interessa, in quanto amica e grande ammiratrice del regista, è appunto quello registico: riconosco la mano di Peter. Una Roma mai cartolina, la ricerca di visuali alternative, innovative anzi, che avvicinano lo spettatore al protagonista del film. La ricerca di inquadrature che non indulgono mai all'autocelebrazione ma riescono sempre a mettere al centro del filmato la storia che Peter racconta.
Non so se sono stata convincente. Forse obbiettiva no, ma davvero merita di essere visto. Tra l'altro, in questi giorni all'Alkestis sono esposte delle foto bellissime di un giovane escolchese (si dice così?): un motivo in più per andare in via Loru OGGI E DOMANI (ore 21) ancora e forse anche il weekend.

Seventhwave
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categoria : its my life, sipario
venerdì, 30 marzo 2007, ore 10:21

Probabilmente non è la prima volta che uso questo titolo per un post, ma è la mia costante ultimamente: mi sento sempre come se rincorressi il tempo che passa. Uff. Sono stanca ancor prima di cominciare la stagione, ma forse è solo un po' di voglia di letargo indotta dalla primavera camuffata da inverno che imperversa ovunque, anche qua!
Oggi pure è tutto grigio, piove da giorni, fa venire voglia di divano&caminetto. Invece sono in ufficio, ieri abbiamo pure fatto un bel giro di case per schedare i lavori da fare. E se penso che tra una settimana è Pasqua ... mamma mia. Il tempo vola, mai frase fatta fu più azzeccata.

Però, sono messa maluccio, eh? Costretta a parlare del tempo che fa e del tempo che passa per riempire un post. Evidentemente non succede poi molto nella mia vita, e infatti è così. Le mie giornate vanno via tra ufficio, televisione, un po' di libri. Settimana scorsa ho visto Paola Cortellesi a teatro, serata meravigliosa (è di una bravura strepitosa. Molto più di quanto pensassi), stasera invece cena coi miei complici di KaraLettura, un po' di sano cazzeggio speriamo, che ce n'è sempre bisogno.

Sto leggendo Everyman di Philip Roth. In preparazione alla serata di KaraLettura del 13 aprile. Fino ad ora non mi entusiasma... Mi sa che davvero non ho simpatia per l'autore. E' il secondo libro suo che inizio e faccio fatica a proseguire. Meno male che mi sono anche comprata "La pensione Eva" di Camilleri che leggerò (ho deciso) intorno a Pasqua, perchè è persino meglio di un uovo di cioccolata, la scrittura di Camilleri! E per finire, dopo teatro e libri, musica: sto ascoltando il nuovo disco di Mick - Simply Red (che amo da tempo immemorabile) "Stay". Bello, molto nel suo stile, non ho avuto scatti di entusiasmo per nessuna canzone, forse solo "So not over you" - quella che passa di più in radio.

Bene, torno a lavorare e mi preparo al weekend. Forse l'ultimo di "semi-vacanza": da aprile si fa sul serio!!

Seventhwave
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categoria : pagine, its my life, sipario
mercoledì, 18 ottobre 2006, ore 16:30

E poi sarà ancora una volta Transilvania ....

Domani mattina volerò fino a Milano, non sono ancora del tutto sicura su quale cuscino dormirò la notte - ma in fondo non è importante... quello che importa è che :

1) renderò testimonianza ulteriore (indossando vittofelpe e vittomaglie) di quanto è bravo e quanto è splendido Vittorio Matteucci;
2) staccherò la spina per qualche giorno dal lavoro, dalla famiglia, dalla vita quotidiana;
3) rivedrò un po' di gente che mi manca sempre tanto e mi fa sempre tanto piacere vedere;
4) rivedrò uno spettacolo che amo ogni giorno di più;
5) spero di riuscire a vedere anche una mostra ed un museo che ho molta voglia di vedere; la mia anima ha molto bisogno di nutrimento!!

Raccomandandomi a tutti i santi, lombardi e non, perchè il tempo si mantenga (il mio meteo dice pioggia, uff!) e perchè si risolvano le ultime sciarade, ora salgo in auto e vado a Cagliari. A fare le valigie.

Conte Dracula, io sto arrivando, ci vedremo alla resa finale!!!!!!!!!!

 

Seventhwave
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categoria : dracula, sipario, opera rock, vittorio matteucci
mercoledì, 27 settembre 2006, ore 12:42

Rieccomi qua, di nuovo a Costa Rei, ancora in ufficio, ancora in mezzo a turisti per lo più svizzeri e tedeschi ...

La mia mini-fuga a Verona è stata spettacolare: nel vero senso della parola!!
Partenza giovedì mattina per Linate, stranamente in orario; sull'aereo ho dormicchiato (avevo un sonno tremendo!) e così pure sul treno che mi ha portato da Milano a Verona. Alla stazione ho trovato il mio amico Ricky che è venuto a prendermi, e ha trascinato il mio trolley fino all'Arena (è vicinissima!!). Erano appena le quattro e mezza, avevo bisogno di un caffè e Ricky mi ha portato nel bar accanto all'Arena, con vista sull'ingresso artisti () - bar che, avrei scoperto presto, i miei colleghi di fansclub conoscono benissimo da anni ... Ecco che, prima ancora di poter ordinare il sacro caffè, Ricky mi fa "Ma quello là non è Vittorio?". Era lui. Appena arrivato, con la sua splendida moglie Gloria. Mentre firmava un autografo mi alzo e corro da lui. Saluto Gloria, e nel frattempo lui finisce il rito autografo-foto e fa per entrare in Arena. Per fortuna Gloria lo richiama indietro, e così posso salutarlo pure io; giusto un bacio, un "inboccallupo" e via, scompaiono tra gli archi in pietra e io torno al mio tavolino del bar. Il sorriso ebete che mi stampa sul viso non mi abbandonerà più.
Approfitto del tempo che abbonda per fare qualche telefonata. Tra cui una a Meridiana: il volo di ritorno è fissato per venerdì pomeriggio. Ma come faccio a perdermi la seconda serata in Arena? Lasciare i miei amici che vedo già così di rado dopo solo un giorno? Quindi, dopo aver richiesto giuramenti al mio capo e alla mia collega, con la loro benedizione sposto il volo a sabato pomeriggio. Chi mi conosce dai tempi di Notre Dame de Paris non aveva dubbi. L'ho fatto tante di quelle volte .....

Nel giro di un'oretta arriva anche Gabry, la nostra mitica fondatrice e webmaster, accompagnata dalla sua websister MT, con un carico di vitto-felpe da distribuire. Pian piano arrivano tutti i fans, molte facce nuove, molte facce conosciute, molti abbracci e molta gioia di essere di nuovo tutti insieme ad applaudire il nostro MITO. Chiacchere, foto, toast, cocacola, birrette, caffè, sigarette, fila al bagno prima dello spettacolo. E finalmente arriva l'ora di entrare in Arena: la prima volta che la vedo all'interno. Fa effetto ... vederla riempirsi piano piano, quella cornice vista così tante volte in tv o in foto ... è davvero enorme! Il palcoscenico è là, scenografie a vista - niente drappo rosso come c'era invece a Roma - e tutti ci chiediamo come sarà senza quell'effetto bellissimo della caduta e risalita dalle scale come una scia di sangue vivo ... L'emozione sale, mi guardo intorno: le nostre vittofelpe bianche sono una macchia sempre più grande nel variopinto pubblico dell'Arena. In maggiore concentrazione nelle prime file, bisogna dirlo ....!!!! Sto seduta nella metà destra della prima fila, accanto ho alcuni fans che però conosco molto poco, e dall'altro lato perfetti sconosciuti. Bene. Mi godrò ogni attimo solo per me.... Finalmente arriva l'annuncio "tra pochi minuti avrà inizio lo spettacolo. Dracula. Musiche della PFM .... " e così via. All'annuncio dei nomi del cast, gli applausi accompagnano e sottolineano ogni nome. Più sostenuti per Fabio Privitera (Renfield) e per le due ragazze. L'ultimo nome è quello di Dracula: appena sentiamo "Vittorio Matteucci" scoppiamo ovviamente in ovazioni e urla di ogni tipo. Poi buio, ouverture. Alcuni dei protagonisti attraversano la scena già durante il prologo pur senza cantare. All'apparire di Vittorio parte un applauso: noi fans per primi, cercando però di contenerci: appena smetto di battere le mani sento dietro di me TUTTA L'ARENA che applaude... un brivido pazzesco, un brivido di commozione e di orgoglio e di gioia per Vitto!! Lo sanno, lo sanno tutti quanto è grande quest'uomo!
Lo spettacolo è ancora più bello di come lo ricordavo. Forse il cast oggi ha meno grinta del solito, ma sono splendidi sempre. Vittorio giganteggia, a dir poco. Maria Grazia (Lucy) fantastica, una voce strepitosa, un'interpretazione incredibile. Sabrina (Mina) molto più "in parte" scenicamente rispetto alla "prima" di Roma; Fabio (Renfield) forse non in serata di grazia ma comunque più che convincente (è adorabile, anche fuori scena. Il mio preferito. Dopo Vitto, ça va sans dir) Giò (Van Helsing) mi piace come voce, non sono invece convinta della presenza. Mi sembra che dovrebbe avere più "personalità" visto il ruolo piuttosto centrale nella storia di Stoker ... Max Corfini (Seward) è uno splendido protagonista - per quel poco che il suo ruolo gli concede. Davide (Jonathan) è sicuramente molto cresciuto scenicamente; la voce invece a tratti non convince. E per quanto riguarda le recensioni dello spettacolo in senso stretto mi fermo qua. Per maggiori dettagli vi rimando al nostro forum del fans club: c'è chi scrive anche molto meglio di me ...

..... continua .....

Seventhwave
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categoria : dracula, its my life, sipario, vittorio matteucci