giovedì, 25 gennaio 2007, ore 20:25

Avevo promesso altri pezzetti della mia vacanza a Los Angeles, e così - per sentirmi ancora un po'  americana - mi immergo nei ricordi e vi racconto.

L'ultima settimana di vacanza è stata praticamente un lungo Christmas Shopping: la mia amica Cynthia doveva comprare svariate cose per il suo boyfriend Roger e suo figlio Christian, e così abbiamo girato in lungo e in largo Melrose, Rodeo e altre vie a me sconosciute tra un negozio e l'altro. Due volte siamo stati a The Grove, un centro commerciale pazzesco che ho potuto ammirare in tutto il suo splendore natalizio, con luci ovunque, albero alto quattro metri, casetta di Babbo Natale dove i bambini potevano farsi prendere in braccio e fare la canonica foto. Se avessi a casa il mio scanner potrei postarvi qualche foto ...
Dopo aver passato in rassegna due reparti di grande magazzino, un negozio di jeanseria e uno di scarpe, abbiamo fatto un giretto nel negozio Apple - dove ho scoperto che l'iPod a differenza dei cellulari, costa davvero meno. Non ero molto convinta di volerlo comprare, però così ho rimandato. E alla fine son rimasta senza ... Hanno cercato di rifilarci una neve sintetica pazzesca, in polvere che ci aggiungi l'acqua e diventa davvero come la neve vera: fredda e umida e per niente appiccicaticcia! Peccato che costasse 30 dollari, davvero esagerati, ma era divertente da morire. Ovunque manifesti luminosi del cinema: Pirates of the Caribbean, ovviamente - con un favoloso Johnny Depp- e The Pursuit of Happiness, che ogni volta che vedevo un manifesto mi intenerivo al pensiero del "nostro" Muccino.
E poi Barnes&Noble, il mio preferito: una libreria enorme e favolosa, con il Caffè all'interno dove puoi sederti, bere e mangiare mentre leggi qualunque libro tu voglia. Un signore di mezza età con barba bianca e occhiali, sprofondando nella poltrona accanto alla mia con una pila di libri illustrati accanto ha sospirato "I wanna stay here all my life!". Ho sorriso: anche io vivrei volentieri in una libreria!!! Mi sono divertita a girarla tutta,  in lungo e in largo e son riuscita a limitare gli acquisti soltanto pensando al peso dei miei bagagli! Cynthia e Roger mi hanno detto "ma non ti preoccupare, potresti comunque spedirli..." e per un attimo i miei occhi hanno luccicato (come capitan Harlock, do you remember?) ma sono riuscita a controllarmi: ho comprato solo 2 libri (uno è Breakfast at Tiffany di Truman Capote, da cui il famoso film, e l'altro una specie di guida di Los Angeles per amanti del cinema, con l'indicazione di luoghi e case che hanno a che fare con le Movies Stars. E poi ho comprato un'infinità di segnalibri, per me e per regalarli.
Nonostante i buoni propositi, non siamo riusciti ad andare al cinema, e questo mi è davvero dispiaciuto un sacco. Però mi hanno portato a Las Vegas !  Infatti, resasi conto che nemmeno la prima volta che sono stata da lei mi ha mai portato altrove che Los Angeles, ha deciso che DOVEVO vedere almeno Las Vegas; quindi ha messo in moto la fantastica organizzazione: suite "da paura" al The Hotel at Mandalay Bay, pomeriggio in Spa con massaggio da un'ora e mezzo, spettacolo serale  e a seguire cena con collega di Roger. Ventiquattrore in un luna park per adulti, quella di Ocean's Eleven e di Bugsy Siegel.  Ci siamo andati in auto: quattro ore di viaggio. Partenza prestino, ore otto siamo già sulla Lincoln Navigator di Cynthia; Roger alla guida, io e Christian nei sedili posteriori; appena partiti, Christian tira giù lo schermino del lettore dvd (si, addirittura!) e mette su Pirates of the Caribbean, a mio esclusivo beneficio. E mi sono goduta il favoloso Captain Jack Sparrow, anche se piuttosto distratta dalla visuale dal finestrino. La Freeway che attraversa il deserto del Mojave è un paesaggio stranamente familiare, eppure diverso. La sosta pipì-pranzo è in una stazione di servizio ad una cinquantina di chilometri da Las Vegas,  uno di quei grossi supermarket con file di espositori che affiancano patatine, mix di frutta secca, bibite, caffè, tacos, cartoline, fazzoletti di carta, sigarette ... Facciamo il pieno di benzina e di cibo, e continuiamo il viaggio. Il confine California - Nevada non si nota quasi,  ma quando dal deserto circostante spuntano i primi alberghi e casinò capisci che siamo arrivati! E noi ci siamo arrivati di giorno; di notte fa molto più effetto, mi dicono. Il nostro albergo è proprio all'ingresso, accanto a Luxor e di fronte all'aeroporto, è quella "L" dorata che si vede nella foto!

Seventhwave
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categoria : viaggi, lamerica, its my life
lunedì, 18 dicembre 2006, ore 07:55

Natale si avvicina. Ieri faceva persino freddo... la mia amica Cynthia infatti ha messo le scarpe chiuse per uscire, di solito porta infradito. A dicembre. Si. Aaaahhh la California!!! Io ovviamente non ho portato scarpe aperte o semiestive, quindi sto con le mie Freddy oppure con gli stivali ma spesso a maniche corte o al massimo con una felpa (la Vittofelpa, ovviamente). Ieri la giornata e` cominciata presto: mi sveglio sempre prestissimo e vado anche a letto presto! Se non fosse che mangio da americana (!!) farei una vita sanissima. Da quando sono arrivata non ho fumato nemmeno una sigaretta. Dopo un paio d`ore di vagabondaggio per la casa, senza sapere se uscire non uscire leggere o tornare a letto dopo il primo caffe` alla vaniglia della giornata, Cynthia ha deciso di uscire per andare a fare un po` di Christmas shopping per Roger - il meraviglioso fidanzato, che dovevamo poi incontrare verso l`ora di pranzo. Ci siamo quindi dirette verso Beverly Hills e Rodeao Drive, la meravigliosa strada dello shopping. Signore e signori prego notate le palme ricoperte di lucine natalizie, i meravigliosi lampadari a goccia inscatolati in plexiglass che Baccarat ha sparso illuminando la via per beneficenza. Sssshhh ... se fate silenzio un momento sentirete musica .,... si si esatto, canzoni natalizie. Vedete i piccoli altoparlanti appesi alle palme suddette? Fanno atmosfera. Insieme ai continui Happy Holidays che i commessii (sales associates) vi rivolgono in ogni negozio. Entriamo prima da Brook Brothers, dove incontriamo subito un gentilissimo commesso ... italiano! Filippo, si chiama, e vive in america da sedici anni; dieci a New York e gli ultimi sei a L.A.. Dopo un po` di chiacchere, ci da` il suo biglietto (lo fanno tutti continuamente e tutti hanno i biglietti personalizzati. Credo che tutti i sales associates abbiano una percentuale sulle vendite :-) verrebbe da credere che siano davvero gentili e premurosi, ma probabilmente la realta`e` molto meno poetica di cosi`) Restiamo d`accordo che ci faremo sentire con Filippo per un caffe`; Cynthia era contentissima di averlo conosciuto: sta cercando di convincermi a restare qui fino a meta` gennaio almeno; e nella settimana di Capodanno dovrebbe andare fuori per qualche giorno con Roger, e io resterei qua con Christian. Il che implica che mi prenderebbero una macchina a noleggio (la macchina di Cynthia e` un mostro di Lincoln non ci penso nemmeno di mettermi al volante!) e dovrei anche portare il pargolo a scuola e dove altro deve andare oltre che potermi muovere (LA purtroppo non e` come NY dove tra metro e taxi ci si sposta facilmente e a poco prezzo. Qua senza macchina sei morto). Sono moooolto indecisa, non ho ancora nemmeno telefonato ad Air France per vedere se posso spostare il biglietto e a che prezzo, ma non ho molto tempo per pensarci: dovrei partire fra esattamente una settimana!! Aspetto un segno, un God`s wink - come dice un librino che ho letto tra ieri e oggi. Dopo i Brooks Brother, ieri, siamo andate da Ralph Lauren. Non perche` pensassimo di trovare niente di adatto a Rog (che e` piu` un tipo Marlboro Man ma piu` cool) ma perche` il negozio in se` merita una visita: ingresso con portico, colonne, interni in legno, composizioni di fiori enormi, quadri e commessi elegantissimi... wow!! Dopo questa visita, ci siamo dirette verso un`altra zona, dove ci siamo incontrate con Roger e con lui siamo entrati in una boutique meravigliosa: Maxfield. Cynthia conosce i proprietari, e quando siamo arrivati e` stata accolta da gridolini di giubilo da due commessi gayssimi e strafighi, e da una ragazza con vassoio che ci ha offerto champagne. Wow. Ho visto cose troooopppo strane, da un paio di scarpe decorate come serpenti (e tenute in gabbia:-) Giuro!) a gioielli bellissimi con pietre vere e teschi, Rolex con brillanti e teschi, una vetrina con statuine di pan, teschi, demoni, cavalieri templari e altre cose improbabili. Dopo questa esperienza notevole, siamo andati a pranzo. Mi hanno portato, perche`almeno una volta se sei a L.A. ci devi andare, all`Ivy, un ristorante su Rodeo troppo carino. Tra l`altro -mi dicono -molto frequentato da attori registi e quant`altro (c`e` bisogno di dirvi che quando ci sono andata io non ho visto nessuno?). Il posto e` davvero carino, sembra una casa "vecchia america" con fiori veri sui tavoli e intorno alla sala, alle pareti quadri e moltissime bandiere americane sottovetro dall`aria antica. Ho mangiato benissimo e moltissimo, fino al dolce di gelato e pecan con cioccolato. La giornata continua sulla strada dello shopping: prima un "mall" nemmeno tanto grande ma certo notevole, e poi un sacco di negozi alla ricerca di un mobile per la stanza di Cynthia. Ovviamente non l`abbiamo trovato, ma abbiamo comprato: una decina di ornamenti per l`albero di Natale, alcuni regali per Christian, una camicia per Rog, una cinta belissima con fibbia dragone cinese per me e per Cynthia, altre amenita`varie. A casa alle dieci, stanchi morti, a letto presto. Oggi invece e` stata una giornata lunga e noiosa: Cyn e Rog sono stati tutto il giorno in ospedale da Linda, che e` stata trasferita da terapia intensiva in corsia, sta decisamente meglio. Ho letto, ho fatto il bucato, ho cucinato la pasta per Christian (la adora) e ho guardato la tv. Due stupidissimi ma adorabili film natalizi. Quando finalmente sono arrivati Cyn e Rog, abbiamo cazzeggiato un po` tutti insieme e poi ho fatto la pasta per tutti (che carini, mi fanno un sacco di complimenti perche` gli faccio la pasta al burro. Quasi quasi mi sento una brava cuoca) e abbiamo cenato tutti insieme (mi sa che e` la prima volta da quando sono qua!) e ora siamo tutti insieme in camera di Cyn, io per terra col suo laptop mentre Rog appende al muro uno specchio che hanno comprato oggi con la collaborazIone di Christian e la supervisione di Cyn. Abbiamo persino acceso il camino ... E ora credo che spegnero` il computer e mi berro` un altro bicchiere di Porto, col quale bevo alla vostra e alla mia, God Bless all of You. Rolliewood

Seventhwave
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categoria : viaggi, lamerica, its my life
venerdì, 15 dicembre 2006, ore 09:08

Eccomi qua ... dopo praticamente una settimana sono riuscita ad avere tra le mani un computer collegato in rete, e ne approfitto subito per lasciare qualche riga su questo diario virtuale ... Sono le undici e mezzo di notte, sono a casa di Cynthia sdraiata per terra sulla sua moquette (anzi, carpet - come la chiamano qua) bianca a pelo lungo col suo laptop. Suo figlio Christian, teenager dei nostri tempi, e per giunta americano, dorme al piano di sotto; lei e` in ospedale, come quasi tutti i giorni e le notti della settimana passata. Sua mamma sta male, non si sa ancora di preciso cos`abbia, ma qualcosa che ha a che fare coi polmoni. L`ospedale, St. John Health Care Center, sta a Santa Monica, ed e` il primo posto dove sono stata appena arrivata!! Ventiquattr`ore di viaggio! Alle cinque e mezza del mattino arrivo ad Elmas, tutta di viola vestita, Vittofelpa addosso, megavaligiona rossa da 24 chili, mi dirigo al check-in e inorridisco: una fila inimmaginabile!!! Altra fila al controllo di polizia, e finalmente al gate con un`ora di ritardo sul previsto. Arriviamo a Linate giusto in tempo per prendere l`unico Bus utile per raggiungere Malpensa in tempo per il mio volo: Air France delle 12.35 con scalo a Parigi. Il pensiero di prendere tre aerei in una giornata mi fa stare male, ma non perche` io abbia paura (mai avuta, anzi ... adoro volare!!) - sono terrorizzata dalle file!! E infatti ... a Malpensa non va male, il check-in e` stato rapidissimo. Ho avuto anche tempo di bere un caffe`, fare qualche telefonata, comprare una scatola di Ferrero Rocher per Cynthia (li adora!) e poi finalmente l`imbarco. Fila, bustina trasparente in mano con creme, cremine, liquido per le lenti, mascara ... togli la cinta, l`orologio, ancora un po` ci fanno spogliare del tutto a sti cacchio di controlli!! Parigi, che bellezza ... anche se solo da dentro l`aeroporto. Un giro veloce per il duty free, la classica stecca di sigarette (anche se in California sono tutti piuttosto salutisti, meglio per me; il mio vizio non vizio mi permette di adeguarmi senza problemi), un caffe` e un pain au chocolat e via verso un nuovo imbarco ... qua addirittura mi perquisiscono! Una gentile poliziotta francese con guanti da chirurgo mi fa segno (cioe`, mi chiede anche. Ma il francese non e` una delle quattro lingue che parlo!) di aprire gambe e braccia, di girarmi, e finalmente avendo appurato che non sono armata mi fa andare. Sull`aereo che mi terra` sospesa sui cieli di mezzo mondo per circa dodici ore mi trovo incastrata tra il finestrino (e va bene) e un ragazzino francese di circa sette anni che viaggia da solo. Povera creatura, mi dico. Solo che io a) non vado d`accordo coi ragazzini; lo so, e` un mio limite. Zero istinto materno ma nemmeno istinto di zia .. accidenti; b) non parlo e non capisco il francese!! Per fortuna il pargolo e` tranquillissimo, disegna e si guarda i cartoni sul televisorino. Io pure mi infilo gli auricolari e cerco di seguire uno dei film in programmazione ma in realta` non ne ho voglia. Dormicchio fino al primo pasto, meglio di quanto pensassi, e poi mi sposto; l`aereo in effetti non e` pieno e cosi` cerco di stare piu` comoda e magari lasciare anche al ragazzino piu` spazio per dormire. Tra un pisolino, un po` di musica, un altro pasto e varie incursioni alla toilette dell`aereo (non e` il massimo, ma dodici ore sono lunghe!!) e qualche film (ho visto My ex super girlfriend con Uma Thurman: esilarante!) il viaggio finalmente ha fine: eccoci in California. Atterrare a Los Angeles di notte (vabbe` erano le sette di sera) e` una cosa pazzesca: guardi dal finestrino e vedi solo luci... una distesa infinita di lucine ordinatamente disposte in file e righe. Wow... Insomma, piuttosto shackerata sono uscita dall`aereo in un terminal abbastanza brutto ... e qui, aiuto: una fila pazzesca per il controllo dei visti e passaporti. Un`ora e mezza di fila per due timbri, una foto e le impronte degli indici (ma non con l`inchiostro ... tse`, primitivi! Ora e` tutto digitale!!). E finalmente, recuperata la mia megavaligia, esco fuori e trovo la mia amata Cynthia che mi aspetta col suo fidanzato Roger alla guida della sua (di lei) Lincoln nera. Mi caricano a bordo e si va, direttamente in ospedale da Linda (la mamma). L`ospedale, privato, e` esattamente come nei film: moquette per terra, fiori ovunque, infermieri con divise colorate, attrezzature fantascientifiche. Non e` tutto rose e fiori, la mia amica dice che al Brotzu ha avuto un`assistenza di gran lunga migliore di quella che danno qui, e per giunta gratis. In quelle prime ore, tra ospedale e ritorno a casa (della casa parleremo poi ... wow...) ho rivissuto la stessa impressione dell`altra vota : deja` vu`. Come entrare nello schermo della tv durante un episodio di Beverly Hills 90210 o Willy il principe di Bel Air: stesse case col giardino intorno e in questo periodo, poi, completamente addobbate per il natale con luci e lucette e babbi natali e renne e quant`altro (per chi ha letto Patricia Cornwell: stile Pete Marino!) , macchine enormi, walking cup di caffe` che sa di tutto tranne che di caffe` (il mio preferito e` alla vaniglia), BBQ chicken, salse di ogni colore e sapore, e il suono familiare e amato di una lingua che non e` la mia ma di cui mi sono appropriata. E ora ho fatto mezzanotte e vorrei raccontare ancora ... ma rimando alla prossima volta. Stay tuned!

Seventhwave
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