versione ridotta di "La Divina Commedia, L'Opera" con il mio Mito Vittorio Matteucci. Bello lo spettacolo, lui grandioso come sempre. Per un po', prima dello spettacolo, mi sono praticamente pentita di essere partita da Costa Rei alle due del pomeriggio con un caldo tremendo, umidità 80%, ero stanca morta e dovevo ripartire subito dopo lo spettacolo perchè il sabato qui si lavora parecchio ... ma poi, è bastato vederlo comparire in quinta che già ero felice felicissima di essere ancora una volta davanti ad un palcoscenico a vederlo, applaudirlo, godere della sua bravura. E così è stato. Sono pure riuscita a salutarlo a fine serata, giusto pochi minuti il tempo di un abbraccio, una foto, un autografo alla mia mamma che finalmente ha avuto il piacere di vederlo e sentirlo dal vivo. La gioia immensa di aver rivisto Vitto nella mia città è stata però oscurata, il giorno dopo, dalla notizia della morte improvvisa e autoinflitta di uno di noi, uno del fansclub, uno di quelli che in questi anni aveva testimoniato più di tanti altri entusiasmo e gioia di esserci. Con una famiglia splendida al seguito, con una vita come tutti noi incasinata il giusto ma con niente che potesse farci pensare ad una cosa del genere. Il che rende ancora più duro comprendere, più difficile accettare, più misterioso tutto il meccanismo che regola questo nostro viaggio che è la vita. Altre domande che si aggiungono alle nostre quotidiane, realtà che ci appartengono magari poco, vite che ci hanno solo sfiorato ma non sono estranee, siamo tutti parte di questo piccolo immenso mondo, ed è andando avanti sulla strada che percorriamo che ci si sente sempre più coinvolti e toccati dalle vicende altrui ... Nel silenzio totale dell'anima, in quei giorni lunghi e bui, è arrivata un'altra serata bella, importante, significativa sotto molti aspetti: il concerto di Lorenzo a.k.a. Jovanotti, mercoledì 10 settembre alla Fiera di Cagliari.
Ci sono arrivata stremata emotivamente, ma non potevo mancarlo, anche perchè da settimane avevamo organizzato di andarci in gruppo: sei galline da Costa Rei, tre baldi giovani a tenerci a bada, altri vari ed eventuali che ci hanno raggiunto là. E' stato un concerto bellissimo, grande energia sul palco e sotto, musicisti di prima classe (non ci è sfuggito il notevolissimo fascino del batterista giamaicano Gareth Brown!) e lui, che ormai da anni riesce a scrivere cose meravigliose. Safari è un cd in cui non c'è un solo pezzo che non mi piaccia (tranne, so che mi attirerò antipatie, A te, che ormai non reggo proprio più anche per motivi squisitamente personali) e mi sono goduta ogni minuto delle due ore e mezza di concerto cantando e ballando e saltando (ottimo sistema anche per scaricare negatività e stress). Il top è stato quando Lorenzo ha iniziato a cantare No potho reposare: canzone tradizionale e popolare sarda, meravigliosa. Dopo la prima strofa cantata praticamente a cappella da lui e da tutto il pubblico, è partito il pezzo cantato da Andrea Parodi, del quale è comparsa una foto sul megaschermo che era sul fondo del palco. Ed è partito un applauso continuo e prolungato che ha accompagnato il nostro coro fino alla fine del brano. Un omaggio meraviglioso, e davvero sentito. Il terzo atto del Summer Show è cominciato. E' in pieno svolgimento e non riesco ad immaginare come finirà, e non so se sarà l'ultimo atto. Forse ci sarà il Gran Finale. Forse no, scivolerà così nel buio col sipario che si chiude lentamente sulla spiaggia vuota e sui cocci di passioni, amicizie, speranze, illusioni... Scusate, non sono per niente allegra oggi - oggi e da un po' di giorni a dire il vero - e non so nemmeno bene il perchè .. son successe delle cose, non tutte brutte però, ma forse la stanchezza (fisica) accumulata in una stagione mescolata a quella sensazione di fine che settembre si porta dietro, mi fanno vedere tutto più nero di quel che è. E allora provo a raccontare qualcosa, che magari mettere dei pensieri in concreto nero su bianco aiuta a recuperare la giusta prospettiva e allontanare quelle indefinite sensazioni che vanno bene sotto il nome di saudade , che poi è una costante della mia vita.
La fine di agosto ha riportato il principe nella mia vita, come speravo e pensavo, anche se non proprio come pensavo e speravo, ma in fondo sapevo benissimo che sarebbe stato così, e mi piacerebbe tanto che il mio cervello si spegnesse temporaneamente qualche volta, e che smettessi di farmi tante domande e di chiedermi se, se, se... se è stata colpa mia, se anche questa volta ho sbagliato qualcosa, se davvero vorrei essere diversa da come sono e se davvero dovrei sforzarmi di più di tirarla fuori quell'altra me stessa .... mi piace, mi piace da matti il vittimismo e ci ricado ogni tanto, cerco di scaricare su altri o sulle circostanze il peso delle mie (in)decisioni, e non riesco ancora a sopportare le conseguenze delle mie scelte. Mi fa impazzire il bivio, il dubbio costante di aver preso (ancora una volta) la strada sbagliata, e non parlo solo di lui - ma di tutto: il lavoro, la famiglia, gli amici ...
...continua ... work in progress