
Ieri sera al cine-teatro Alkestis, prima proiezione in terra sarda di "Ma la Spagna non era cattolica?", docu-fiction realizzata nel 2006 dal mio amico regista Peter Marcias. Prendendo spunto dalle molte riforme attuate da Zapatero in Spagna, Peter e i suoi co-autori hanno voluto realizzare un documentario a base di interviste raccolte per le strade di Roma su come gli italiani recepiscono e interpretano la realtà dei cugini iberici. In realtà, nonostante il governo Zapatero abbia varato molte e importanti riforme in campo sociale e culturale, viene identificato con unioni di fatto e matrimoni gay. E su questo, infatti, si esprimono i cittadini protagonisti del documentario. Per focalizzare meglio alcuni aspetti dell'argomento e per "alleggerire" il risultato, è stata inserita una parte di fiction in tema con l'argomento. Il risultato è un film di 80 minuti che offre una variegata galleria di opinioni, trasversale come età, provenienza, appartenenza, cultura. L'aspetto che più mi interessa, in quanto amica e grande ammiratrice del regista, è appunto quello registico: riconosco la mano di Peter. Una Roma mai cartolina, la ricerca di visuali alternative, innovative anzi, che avvicinano lo spettatore al protagonista del film. La ricerca di inquadrature che non indulgono mai all'autocelebrazione ma riescono sempre a mettere al centro del filmato la storia che Peter racconta.
Non so se sono stata convincente. Forse obbiettiva no, ma davvero merita di essere visto. Tra l'altro, in questi giorni all'Alkestis sono esposte delle foto bellissime di un giovane escolchese (si dice così?): un motivo in più per andare in via Loru OGGI E DOMANI (ore 21) ancora e forse anche il weekend.
.. toda beleza

Ieri a Cagliari, in chiusura del festival-concorso rock "Sottosuoni" organizzato da VoxDay, all'Extra di Cagliari, concerto di Roy Paci e Aretuska. Io c'ero. Erano settimane che lo sapevo e che lo aspettavo, e domenica per una circostanza assolutamente imprevista e imprevedibile, ho vinto due biglietti ad un quiz radiofonico. Piccolo segno cosmico per dire che non mi dovevo perdere la serata. Due ore di musica dal rock allo ska alla salsa alla rumba al tango e al reggae, trombe fiati bassi e percussioni, un giro del mondo musicale che trasmette energia pura e se riesci anche ad ascoltare le parole, belle emozioni veicolate dal loro suoNOglobal che è anche il titolo dell'ultimo cd (vedi foto) che ho ovviamente provveduto a comprare.