venerdì, 30 marzo 2007, ore 10:21

Probabilmente non è la prima volta che uso questo titolo per un post, ma è la mia costante ultimamente: mi sento sempre come se rincorressi il tempo che passa. Uff. Sono stanca ancor prima di cominciare la stagione, ma forse è solo un po' di voglia di letargo indotta dalla primavera camuffata da inverno che imperversa ovunque, anche qua!
Oggi pure è tutto grigio, piove da giorni, fa venire voglia di divano&caminetto. Invece sono in ufficio, ieri abbiamo pure fatto un bel giro di case per schedare i lavori da fare. E se penso che tra una settimana è Pasqua ... mamma mia. Il tempo vola, mai frase fatta fu più azzeccata.

Però, sono messa maluccio, eh? Costretta a parlare del tempo che fa e del tempo che passa per riempire un post. Evidentemente non succede poi molto nella mia vita, e infatti è così. Le mie giornate vanno via tra ufficio, televisione, un po' di libri. Settimana scorsa ho visto Paola Cortellesi a teatro, serata meravigliosa (è di una bravura strepitosa. Molto più di quanto pensassi), stasera invece cena coi miei complici di KaraLettura, un po' di sano cazzeggio speriamo, che ce n'è sempre bisogno.

Sto leggendo Everyman di Philip Roth. In preparazione alla serata di KaraLettura del 13 aprile. Fino ad ora non mi entusiasma... Mi sa che davvero non ho simpatia per l'autore. E' il secondo libro suo che inizio e faccio fatica a proseguire. Meno male che mi sono anche comprata "La pensione Eva" di Camilleri che leggerò (ho deciso) intorno a Pasqua, perchè è persino meglio di un uovo di cioccolata, la scrittura di Camilleri! E per finire, dopo teatro e libri, musica: sto ascoltando il nuovo disco di Mick - Simply Red (che amo da tempo immemorabile) "Stay". Bello, molto nel suo stile, non ho avuto scatti di entusiasmo per nessuna canzone, forse solo "So not over you" - quella che passa di più in radio.

Bene, torno a lavorare e mi preparo al weekend. Forse l'ultimo di "semi-vacanza": da aprile si fa sul serio!!

Seventhwave
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categoria : pagine, its my life, sipario
venerdì, 02 marzo 2007, ore 17:00

Luna piena, domani, e con eclissi. 

Domani, prima notte che dormirò a Costa Rei per questa stagione: mi piace l'idea della luna piena, un buon augurio. Amo la luna, e la luna lo sa: basta vedere il mio oroscopo della settimana (da Internazionale) :

Originari dell'Africa e dell'Australia, gli alberi di baobab sono stranamente belli. Hanno tronchi grossi e nodosi che possono essere in parte vuoti e servire da rifugio a persone e animali. Hanno un'enorme capacità di immagazzinare acqua, e questo gli permette di sopravvivere anche durante i periodi di siccità. Gli uomini incidono e dipingono i frutti usandoli come ornamenti, e sfruttano anche le foglie, i frutti e la corteccia per mangiare e bere. I grandi fiori bianchi dei baobab si aprono solo di notte e sono impollinati dai pipistrelli. Per tutte le cose che ho elencato, Pesci, in questo momento mi ricordi un baobab. Sei straordinariamente bello, hai un'enorme capacità di resistenza e molte potenzialità, sei una ricca fonte di nutrimento e di conforto, e sbocci alla luce della luna, quando sei più disposto a collaborare con gli altri.

Fantastico. E su queste righe mediterò, magari canticchiandomi una bellissima canzone di Vasco, a proposito di Luna:

Luna per te

... questa sera questa sera questa sera non lo so
c'e` qualcosa nell'aria stasera che non si può
non si può spiegare ...
...  luna per te la fortuna la fortuna la fortuna
quando c'è aiuta sempre comunque gli audaci
e mica me
io che c'ho paura perfino che che un giorno in testa mi
caschi la luna ...
se guardi in alto c'e` ancora la luna se guardi in alto
c'e` ancora la luna se guardi in alto c'e` ancora la luna
e` qui vicino a te...

 

Seventhwave
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categoria : suoni, its my life
venerdì, 02 marzo 2007, ore 16:34

Inevitabile, inaffondabile, insopportabile Sanremo. Nelle mie ultime serate da teledipendente semiforzata, mi sono ritrovata a seguire un po' di Festival. Perchè in fondo la Hunziker mi è sempre stata simpatica (meno quando è cotonata e ingessata in un ruolo rigidamente regolamentato peggio delle stecche di balena delle nonne in crinolina), perchè tanto comunque se ne parla e voglio avere idea di cosa ne penso, perchè mi piace l'inviata del nostro quotidiano: FF, una firma che leggo sempre volentieri, a cui mi piacerebbe prima o poi dare una faccia, con cui a volte non sono d'accordo ma mi piace lo stile con cui scrive. E così, in questo Festivalone sempre più allungato dalla brodaglia pubblicitaria, sempre più frequentato dai grandi vecchi della canzone italiana, qualche piccolo lampo di bellezza e poesia lo si trova sempre: Daniele Silvestri che è sempre un gran figo e ce le canta chiare anche quando la butta in danza, paranza, speranza ... e poi Simone Cristicchi. Che voleva cantare come Biagio Antonacci e invece ha scritto una canzone che Biagio se la sogna, piena di poesia e di tenerezza, riuscendo a coniugare amore e manicomi come prima di lui solo Alda Merini. La solitudine sconfina nella patologia, e poi c'è l'amore: l'amore sognato, l'amore aspettato, l'amore in una rosa, l'amore in una lettera con la calligrafia da prima elementare, e l'amore che stupisce perchè ancora emoziona...
Grande Simone: una canzone che tocca il cuore senza scadere nel sentimentalismo, petali di rosa mescolati al rap per raccontare una piccola storia d'amore e dolore. Simone, sei il mio eroe: farò il tifo per te, vorrei che vincessi questo Sanremo!!

TI REGALERO' UNA ROSA  

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

Seventhwave
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categoria : suoni, its my life