Eccomi, reduce dal weekend milanese alla BIT. Una tappa obbligata, si dice, per tutti coloro che lavorano nel turismo... e io, dopo vent'anni passati appunto nell'ambiente, finalmente ho avuto il mio BITtesimo!!
Partenza sabato all'alba, con uno scricchiolante aereo Meridiana che ci ha (me e il mio capo) depositato in una Milano con cielo grigio d'ordinanza ma meno fredda di quanto mi aspettassi. Ben prima di mezzogiorno eravamo alla nuova fiera di Rho (enorme e futuristica, molto bella), io Sergio e la famiglia P. (suo socio con moglie e figli). Ore e ore a camminare (ovvio, nelle fiere) dentro padiglioni riscaldatissimi, alla scoperta di tutto ciò che si muove intorno al turismo. L'allestimento dello spazio Sardegna, spazi ampi ma vuoti, solo un logo multicolore quasi invisibile
e bandiere verticali sparse non mi è piaciuto affatto (mentre il mio preferito, tra gli italiani, era quello della Sicilia). Quel che restava della mattina l'abbiamo impiegato alla ricerca dei "nostri" Tour Operator, con cui fare un po' di sane P.R. e scambiarci contratti e gadgets. E poi, alla ricerca di un nuovo software gestionale (e qua, ragazzi, nonostante la logorrea dei venditori, mi sentivo gli occhi luccicare durante la spiegazione delle meraviglie che la tecnologia offre: soprattutto a quanto tempo potrei risparmiare e quanto meglio si possono fare le cose anche più elementari!). Nel pomeriggio è arrivata la parte migliore: i padiglioni dedicati a "The World". Solo a leggere i nomi mi sentivo male ... questi sì, che sono viaggi!! Capirete facilmente che su di me nemmeno le più belle spiagge della Sardegna possono esercitare alcun fascino: ma datemi un depliant del Venezuela o della Repubblica Dominicana e mi vedrete in estasi!!
Ho visto ballare un gruppo di aborigeni australiani, due ragazze meravigliose delle isole Cook, una coppia di Peruviani e ho ballato insieme agli altri con i musicisti Colombiani. Bellissimo ... giusto quello che ci voleva per dimenticare il mal di piedi!
Il mio massimo divertimento è stato vedere quanta gente (il weekend la BIT è aperta al pubblico) arrivasse in fiera con trolley vuoti che riempivano letteralmente di depliant e cataloghi ... non me lo sarei mai immaginato... un esercito di viaggiatori? Ma tanti, eh? Con borse, borsine, sportine, buste piene piene di materiale... capisco i gadgets (anche io ho una bella collezione di penne, portachiavi, matite e righelli variamente sponsorizzati)... giuro, ancora non ho metabolizzato sta cosa!!
Abbiamo faticosamente recuperato la macchina e ci hanno portato in albergo, giusto il tempo per un rapido restauro e già ci aspettavano per la cena. Il nutrito gruppo di operatori di Costa Rei e Muravera, tutti alloggiati nel nostro stesso albergo, avevano organizzato una cena "corale" in un ristorante della zona: chiamasi RIO ,
una churrascaria favolosa con tanto di ballerini brasiliani (veri) che si esibiscono durante la serata. Veramente ottimo il cibo, la caipirinha favolosa ma soprattutto molto intrigante il mio vicino di tavolo che niente ha a che fare con il turismo sarrabese: una fortunata coincidenza mi ha messo accanto ad un rocker dai lunghi capelli, sardo trapiantato a Milano, che chissà se mai rivedrò (ovviamente lungi da me chiedergli il numero di telefono ... molto sveglia, come sempre!!). A proposito ... lo sapevate che 111.111.111 x 111.111.111 = 12.345.678.987.654.321 ?
Appesantiti dalle abbondanti libagioni ma piuttosto alleggeriti dal corposo conto finale, ci siamo diretti all'Hotel Atlantic (dignitosissimo quattro stelle a Milano centro), dove il sonno non ci ha impedito di fare un po' di cabaret per strada, con frizzi e lazzi e chiacchere varie. In un'iperriscaldata cameretta milanese ho dormito le mie sempre troppo brevi sette ore, quindi mi sono lanciata sul caffè e la notevole colazione. Milano era coperta di nebbiolina o pioggerellina, non sono riuscita a capirlo ma giuro che la mia sinusite sì: avevo un mal di testa da record, e idem Sergio (cervicale). Come due zombies ci siamo avviati, in taxi, verso casa di una signora con cui avevamo un contratto da firmare, in una città semideserta causa blocco del traffico. Caffè, quattro chiacchere, due firme, altro taxi e fiera. Ci siamo aggirati per tutta la fiera, facendo la fila per avere il braccialetto rosso brasiliano dalla Bahiana in costume tipico, e lo zucchero filato dal Messicano (ma perchè?) dove i Mariachi in abito nero con bottoni d'argento intrattenevano il pubblico. Ho sognato sulle foto del Brasile, sui depliant di Antigua e Barbuda, sui poster delle Bahamas e della Jamaica. E poi son tornata coi piedi per terra, nel nostro grande spazio Sardegna dove si spacciavano Culurgiones di Sadali, amaretti e gueffos insieme ai mille colori del nostro mare stampato sui depliants.
Ho anche incontrato i miei ex datori di lavoro, con cui abbiamo chiaccherato fino a che è arrivata l'ora di muoverci verso Linate per rientrare nell'Isola. Meridiana si è distinta ancora una volta per il ritardo: il volo delle 21.10 è decollato solo alle 22.15 quindi vi lascio immaginare a che ora e in che condizioni sono arrivata a casa ... Però contenta. E' stato un bel weekend, una full immersion da frullatore, ma in fondo mi piacciono le fiere e sotto pressione funziono meglio. Il problema arriva quando mi rilasso troppo!!
Quindi mollo il pc subito e mi fiondo sotto la doccia: oggi un po' di shopping e poi incontro lo staff di KaraLettura: stiamo preparando un po' di belle cose, stay tuned.
Meglio tardi che mai, doveroso richiamo al blog della mia associazione di Lettori: KaraLettura.
Oggi abbiamo organizzato una serata di letture a lume di candela, in linea con la campagna sostenuta da Caterpillar (Radio Due) "M'illumino di meno" in occasione dell'anniversario della firma del (disatteso) protocollo di Kyoto.
I miei lettori cagliaritani possono munirsi di candela e venire al caffè Savoia alle 19,00 con il loro libro preferito a leggerci qualcosa e chiaccherare di libri in un'atmosfera decisamente insolita, forse romantica o forse inquietante. Sicuramente allegra e rilassata.

Sarà che ho in cuffia la meravigliosa voce di Vittorio Matteucci che canta l'altrettanto meravigliosa canzone di Renato Zero ... realizzo in questo momento che oggi è il quindici febbraio - il che significa un mese esatto prima del mio compleanno. Un compleanno pesante, questo: il quarantesimo. Non ci posso pensare senza sentire una morsa allo stomaco, un senso di panico e di vuoto sotto i piedi e il ciglio si inumidisce. Mi faccio tenerezza ... ma chi, io? Io, quaranta?? Com'è possibile??? E lo so che "ma non li dimostri, ma l'importante è quanti te ne senti, e l'età è relativa" insomma, tutte fregnacce. Belle parole, ma poi il numeretto c'è e te lo devi tenere. E forse per il fatto che negli ultimi dieci mi pare di non aver combinato un emerito accidenti, pesano ancora di più.
Più mi guardo intorno e meno mi piace la vita che sto vivendo, o dalla quale mi sto lasciando vivere. E mi ripeto, come mantra, tutte le perle di saggezza che mi sono state elargite negli anni ("nessuno ti dice cosa fare" "c'è più tempo che vita" "non puoi aggiungere giorni alla tua vita, ma puoi aggiungere vita ai tuoi giorni") e nonostante sappia che intorno a me c'è anche molto amore (di famiglia, degli amici) lo so con la testa ma non riesco a "sentire". O a "sentirmi". Non è un caso che dall'ultimo mio post siano passati parecchi giorni... Forse dovrei andare a rileggermi i post degli anni precedenti in questo periodo: come diceva my London Friend, è un mio "pattern" (schema): in inverno mi deprimo vedo nero, o nella migliore delle ipotesi grigio, e poi arriva primavera e comincio a stare meglio. Come vivere sull'altalena, praticamente. Ma non ne ho più voglia, ecchecazzo!!! Non c'è davvero rimedio?
Cerco un centro di gravità permanente, come cantava mille anni fa quel genio di Battiato. Cercasi stabilità, un pizzico di realtà dentro questa mia infinita giornata storta. Vorrei essere una farfalla, imbozzolata a lungo ma poi finalmente libera - bellissima e felice. Per un giorno.
p.s. ci sono andata, a rileggermi i post dei due anni precedenti in questo periodo: stavo meglio e scrivevo pure meglio. Che cz mi è successo?? Oddio STO INVECCHIANDO DAVVERO??????