La mia vacanza americana è finita! Son tornata in Italia domenica/lunedì. La mia valigia invece ha deciso di fermarsi una notte a Parigi, e dovrei riabbracciarla oggi ... Intanto io mi sono trasportata lunedì notte (senza valigia a dire il vero è stato più agevole!!) da Malpensa a stazione centrale, e da qui a Brescia, dove la mia amica Gabri è venuta a prendermi, avvolta da nebbiolina freddissima, per portarmi a casa sua a Travagliato. Senza valigia e piuttosto "shakerata" sono stata avvolta dalla morbida familiarità di casadigabri, dove tra un bicchiere di vino e un po' di sigarette ho potuto raccontare un pezzetto di America e aggiornarmi sul Mito e dintorni.
Qualche ora di sonno e poi caffè e chiacchiere, telefonate di organizzazione e poi alle due si parte: destinazione Mo
ntegrotto Terme, obbiettivo:
Prima tappa, Peschiera dove incontriamo Josie e Ale, Angela e Silvia e con loro proseguiamo per Montegrotto. In un freddo pomeriggio festivo i Vittofans come sempre sono presenti in buon numero: Pier e Teresa con figli, Lorella appena arrivata da Roma, a sorpresa Carlo e Lisa con l'adorabile Praveena, Kia, Elena, Grazia con sorella e cognato, e forse qualcun altro che non conosco.
Lo spettacolo è meritevolissimo. Qualche scelta coreografica non mi convince, qualche pecca mi salta agli occhi e alle orecchie ma la presenza di Vittorio riesce come sempre a mettere in secondo piano queste cose. Il primo pezzo che canta è una strepitosa "Nobody knows" : lo guardo e lo ascolto assolutamente incantata e penso che non avrebbe sfigurato affatto nel "vero" coro gospel che ho visto domenica a Los Angeles! Alla faccia del suo raffreddore, la voce riempie il teatro e il cuore e la sua presenza scenica è assolutamente impagabile. Un'ora e mezza di concerto vola via in un baleno, tra un balletto tenerissimo di due bimbi (il passo a due da "la bella e la bestia" - che per Silvia seduta accanto a me è come rivivere una grande emozione, come sanno in molti e come ci racconterà poi lei più tardi), le trascinanti "Ain't no mountain high enough" e "Oh Happy day", la grande energia di Marco che esplode in "When the saints go marchin' in". Vittorio ci regala un momento di assoluta magia quando intona, da solo e a cappella, una struggente e tenerissima "Silent night". E ancora una volta, oltre che dalla bellezza del pezzo e dalla sua voce incredibile (come riesce ad infondere in ogni nota e in ogni sillaba esattamente l'intenzione giusta, ha del miracoloso!) sono rapita dalla sua bravura linguistica: la sua dizione è perfetta non solo in italiano ma anche in inglese, e in una serata così - vi giuro che fa la differenza!!!
Il finale è un corale "We are the world" seguito da Jingle Bells e Bianco Natale con l'entrata in scena di carinissime bimbe e bimbi in costume natalizio che eseguono coreografie teneramente festive.
Il dopo spettacolo è piuttosto consueto: Vittorio circondato da fans vecchi e nuovi che brandiscono penne, locandine, programmi o cd da firmare. Riesco a trovare un momento per salutarlo, e mi regala un abbraccio e un gran sorriso. Gli consegno il bigliettino natalizio (che non avevo voluto spedire dagli Stati Uniti per paura che non arrivasse in tempo!) e lo lascio agli altri fans. Due chiacchiere rapide con Gloria prima che sparisca nella gelida serata col suo MiticoMarito, e poi ci spostiamo fuori dal teatro, per il grande sondaggio: restiamo a mangiare qualcosa tutti insieme o ci si saluta subito. Ovviamente passa la prima proposta, qualcuno rientra ma una ventina di noi invadono il pub fronte teatro per cibo e rumorose chiaccherate. Il viaggio di ritorno ha come ovvio sottofondo DraculaOperaRock, i nostri commenti, i nostri cori, le nostre risate.
Stanchissima e ancora preda del fuso orario, mi addormento con gli occhi e le orecchie pieni di Vittorio, e un pensiero alla mia valigia che ancora non è arrivata ....
Natale si avvicina. Ieri faceva persino freddo... la mia amica Cynthia infatti ha messo le scarpe chiuse per uscire, di solito porta infradito. A dicembre. Si. Aaaahhh la California!!! Io ovviamente non ho portato scarpe aperte o semiestive, quindi sto con le mie Freddy oppure con gli stivali ma spesso a maniche corte o al massimo con una felpa (la Vittofelpa, ovviamente). Ieri la giornata e` cominciata presto: mi sveglio sempre prestissimo e vado anche a letto presto! Se non fosse che mangio da americana (!!) farei una vita sanissima. Da quando sono arrivata non ho fumato nemmeno una sigaretta. Dopo un paio d`ore di vagabondaggio per la casa, senza sapere se uscire non uscire leggere o tornare a letto dopo il primo caffe` alla vaniglia della giornata, Cynthia ha deciso di uscire per andare a fare un po` di Christmas shopping per Roger - il meraviglioso fidanzato, che dovevamo poi incontrare verso l`ora di pranzo. Ci siamo quindi dirette verso Beverly Hills e Rodeao Drive, la meravigliosa strada dello shopping. Signore e signori prego notate le palme ricoperte di lucine natalizie, i meravigliosi lampadari a goccia inscatolati in plexiglass che Baccarat ha sparso illuminando la via per beneficenza. Sssshhh ... se fate silenzio un momento sentirete musica .,... si si esatto, canzoni natalizie. Vedete i piccoli altoparlanti appesi alle palme suddette? Fanno atmosfera. Insieme ai continui Happy Holidays che i commessii (sales associates) vi rivolgono in ogni negozio. Entriamo prima da Brook Brothers, dove incontriamo subito un gentilissimo commesso ... italiano! Filippo, si chiama, e vive in america da sedici anni; dieci a New York e gli ultimi sei a L.A.. Dopo un po` di chiacchere, ci da` il suo biglietto (lo fanno tutti continuamente e tutti hanno i biglietti personalizzati. Credo che tutti i sales associates abbiano una percentuale sulle vendite :-) verrebbe da credere che siano davvero gentili e premurosi, ma probabilmente la realta`e` molto meno poetica di cosi`) Restiamo d`accordo che ci faremo sentire con Filippo per un caffe`; Cynthia era contentissima di averlo conosciuto: sta cercando di convincermi a restare qui fino a meta` gennaio almeno; e nella settimana di Capodanno dovrebbe andare fuori per qualche giorno con Roger, e io resterei qua con Christian. Il che implica che mi prenderebbero una macchina a noleggio (la macchina di Cynthia e` un mostro di Lincoln non ci penso nemmeno di mettermi al volante!) e dovrei anche portare il pargolo a scuola e dove altro deve andare oltre che potermi muovere (LA purtroppo non e` come NY dove tra metro e taxi ci si sposta facilmente e a poco prezzo. Qua senza macchina sei morto). Sono moooolto indecisa, non ho ancora nemmeno telefonato ad Air France per vedere se posso spostare il biglietto e a che prezzo, ma non ho molto tempo per pensarci: dovrei partire fra esattamente una settimana!! Aspetto un segno, un God`s wink - come dice un librino che ho letto tra ieri e oggi. Dopo i Brooks Brother, ieri, siamo andate da Ralph Lauren. Non perche` pensassimo di trovare niente di adatto a Rog (che e` piu` un tipo Marlboro Man ma piu` cool) ma perche` il negozio in se` merita una visita: ingresso con portico, colonne, interni in legno, composizioni di fiori enormi, quadri e commessi elegantissimi... wow!! Dopo questa visita, ci siamo dirette verso un`altra zona, dove ci siamo incontrate con Roger e con lui siamo entrati in una boutique meravigliosa: Maxfield. Cynthia conosce i proprietari, e quando siamo arrivati e` stata accolta da gridolini di giubilo da due commessi gayssimi e strafighi, e da una ragazza con vassoio che ci ha offerto champagne. Wow. Ho visto cose troooopppo strane, da un paio di scarpe decorate come serpenti (e tenute in gabbia:-) Giuro!) a gioielli bellissimi con pietre vere e teschi, Rolex con brillanti e teschi, una vetrina con statuine di pan, teschi, demoni, cavalieri templari e altre cose improbabili. Dopo questa esperienza notevole, siamo andati a pranzo. Mi hanno portato, perche`almeno una volta se sei a L.A. ci devi andare, all`Ivy, un ristorante su Rodeo troppo carino. Tra l`altro -mi dicono -molto frequentato da attori registi e quant`altro (c`e` bisogno di dirvi che quando ci sono andata io non ho visto nessuno?). Il posto e` davvero carino, sembra una casa "vecchia america" con fiori veri sui tavoli e intorno alla sala, alle pareti quadri e moltissime bandiere americane sottovetro dall`aria antica. Ho mangiato benissimo e moltissimo, fino al dolce di gelato e pecan con cioccolato. La giornata continua sulla strada dello shopping: prima un "mall" nemmeno tanto grande ma certo notevole, e poi un sacco di negozi alla ricerca di un mobile per la stanza di Cynthia. Ovviamente non l`abbiamo trovato, ma abbiamo comprato: una decina di ornamenti per l`albero di Natale, alcuni regali per Christian, una camicia per Rog, una cinta belissima con fibbia dragone cinese per me e per Cynthia, altre amenita`varie. A casa alle dieci, stanchi morti, a letto presto. Oggi invece e` stata una giornata lunga e noiosa: Cyn e Rog sono stati tutto il giorno in ospedale da Linda, che e` stata trasferita da terapia intensiva in corsia, sta decisamente meglio. Ho letto, ho fatto il bucato, ho cucinato la pasta per Christian (la adora) e ho guardato la tv. Due stupidissimi ma adorabili film natalizi. Quando finalmente sono arrivati Cyn e Rog, abbiamo cazzeggiato un po` tutti insieme e poi ho fatto la pasta per tutti (che carini, mi fanno un sacco di complimenti perche` gli faccio la pasta al burro. Quasi quasi mi sento una brava cuoca) e abbiamo cenato tutti insieme (mi sa che e` la prima volta da quando sono qua!) e ora siamo tutti insieme in camera di Cyn, io per terra col suo laptop mentre Rog appende al muro uno specchio che hanno comprato oggi con la collaborazIone di Christian e la supervisione di Cyn. Abbiamo persino acceso il camino ... E ora credo che spegnero` il computer e mi berro` un altro bicchiere di Porto, col quale bevo alla vostra e alla mia, God Bless all of You. Rolliewood
Eccomi qua ... dopo praticamente una settimana sono riuscita ad avere tra le mani un computer collegato in rete, e ne approfitto subito per lasciare qualche riga su questo diario virtuale ... Sono le undici e mezzo di notte, sono a casa di Cynthia sdraiata per terra sulla sua moquette (anzi, carpet - come la chiamano qua) bianca a pelo lungo col suo laptop. Suo figlio Christian, teenager dei nostri tempi, e per giunta americano, dorme al piano di sotto; lei e` in ospedale, come quasi tutti i giorni e le notti della settimana passata. Sua mamma sta male, non si sa ancora di preciso cos`abbia, ma qualcosa che ha a che fare coi polmoni. L`ospedale, St. John Health Care Center, sta a Santa Monica, ed e` il primo posto dove sono stata appena arrivata!! Ventiquattr`ore di viaggio! Alle cinque e mezza del mattino arrivo ad Elmas, tutta di viola vestita, Vittofelpa addosso, megavaligiona rossa da 24 chili, mi dirigo al check-in e inorridisco: una fila inimmaginabile!!! Altra fila al controllo di polizia, e finalmente al gate con un`ora di ritardo sul previsto. Arriviamo a Linate giusto in tempo per prendere l`unico Bus utile per raggiungere Malpensa in tempo per il mio volo: Air France delle 12.35 con scalo a Parigi. Il pensiero di prendere tre aerei in una giornata mi fa stare male, ma non perche` io abbia paura (mai avuta, anzi ... adoro volare!!) - sono terrorizzata dalle file!! E infatti ... a Malpensa non va male, il check-in e` stato rapidissimo. Ho avuto anche tempo di bere un caffe`, fare qualche telefonata, comprare una scatola di Ferrero Rocher per Cynthia (li adora!) e poi finalmente l`imbarco. Fila, bustina trasparente in mano con creme, cremine, liquido per le lenti, mascara ... togli la cinta, l`orologio, ancora un po` ci fanno spogliare del tutto a sti cacchio di controlli!! Parigi, che bellezza ... anche se solo da dentro l`aeroporto. Un giro veloce per il duty free, la classica stecca di sigarette (anche se in California sono tutti piuttosto salutisti, meglio per me; il mio vizio non vizio mi permette di adeguarmi senza problemi), un caffe` e un pain au chocolat e via verso un nuovo imbarco ... qua addirittura mi perquisiscono! Una gentile poliziotta francese con guanti da chirurgo mi fa segno (cioe`, mi chiede anche. Ma il francese non e` una delle quattro lingue che parlo!) di aprire gambe e braccia, di girarmi, e finalmente avendo appurato che non sono armata mi fa andare. Sull`aereo che mi terra` sospesa sui cieli di mezzo mondo per circa dodici ore mi trovo incastrata tra il finestrino (e va bene) e un ragazzino francese di circa sette anni che viaggia da solo. Povera creatura, mi dico. Solo che io a) non vado d`accordo coi ragazzini; lo so, e` un mio limite. Zero istinto materno ma nemmeno istinto di zia .. accidenti; b) non parlo e non capisco il francese!! Per fortuna il pargolo e` tranquillissimo, disegna e si guarda i cartoni sul televisorino. Io pure mi infilo gli auricolari e cerco di seguire uno dei film in programmazione ma in realta` non ne ho voglia. Dormicchio fino al primo pasto, meglio di quanto pensassi, e poi mi sposto; l`aereo in effetti non e` pieno e cosi` cerco di stare piu` comoda e magari lasciare anche al ragazzino piu` spazio per dormire. Tra un pisolino, un po` di musica, un altro pasto e varie incursioni alla toilette dell`aereo (non e` il massimo, ma dodici ore sono lunghe!!) e qualche film (ho visto My ex super girlfriend con Uma Thurman: esilarante!) il viaggio finalmente ha fine: eccoci in California. Atterrare a Los Angeles di notte (vabbe` erano le sette di sera) e` una cosa pazzesca: guardi dal finestrino e vedi solo luci... una distesa infinita di lucine ordinatamente disposte in file e righe. Wow... Insomma, piuttosto shackerata sono uscita dall`aereo in un terminal abbastanza brutto ... e qui, aiuto: una fila pazzesca per il controllo dei visti e passaporti. Un`ora e mezza di fila per due timbri, una foto e le impronte degli indici (ma non con l`inchiostro ... tse`, primitivi! Ora e` tutto digitale!!). E finalmente, recuperata la mia megavaligia, esco fuori e trovo la mia amata Cynthia che mi aspetta col suo fidanzato Roger alla guida della sua (di lei) Lincoln nera. Mi caricano a bordo e si va, direttamente in ospedale da Linda (la mamma). L`ospedale, privato, e` esattamente come nei film: moquette per terra, fiori ovunque, infermieri con divise colorate, attrezzature fantascientifiche. Non e` tutto rose e fiori, la mia amica dice che al Brotzu ha avuto un`assistenza di gran lunga migliore di quella che danno qui, e per giunta gratis. In quelle prime ore, tra ospedale e ritorno a casa (della casa parleremo poi ... wow...) ho rivissuto la stessa impressione dell`altra vota : deja` vu`. Come entrare nello schermo della tv durante un episodio di Beverly Hills 90210 o Willy il principe di Bel Air: stesse case col giardino intorno e in questo periodo, poi, completamente addobbate per il natale con luci e lucette e babbi natali e renne e quant`altro (per chi ha letto Patricia Cornwell: stile Pete Marino!) , macchine enormi, walking cup di caffe` che sa di tutto tranne che di caffe` (il mio preferito e` alla vaniglia), BBQ chicken, salse di ogni colore e sapore, e il suono familiare e amato di una lingua che non e` la mia ma di cui mi sono appropriata. E ora ho fatto mezzanotte e vorrei raccontare ancora ... ma rimando alla prossima volta. Stay tuned!
Il mio ultimo post prima delle vacanze non poteva essere triste o depresso, quindi ... a sei ore dal mio primo volo (dei tre che mi porteranno a destinazione), saluto tutti voi che passerete di qua nelle prossime settimane. Dubito che da L.A. riuscirò ad aggiornare il mio blog, ma non si sa mai. Mi prendo il sicuro e vi lascio qua anche i miei migliori auguri di Buon Natale, visto che non tornerò prima del 25.
Vi auguro giorni di gioia, un po' di divertimento, calore, amicizia e molto amore.

Buon panettone a tutti!!!!
apro questa pagina per scrivere qualcosa ... ma poi cancello tutto e richiudo.
E' un periodo strano, anche se mi pare rientri nel "pattern" autunno/invernale: non ho voglia, mi costa fatica tutto, vorrei fare un sacco di cose ma poi passo giornate vuote e inutili che peggiorano il mio stare male. La famiglia mi angoscia, il lavoro a metà mi tortura, i soldi che non ci sono mai mi deprimono. Vivo male, davvero, in un'altalena tra giorni radiosi, sorrisi e belle compagnie, e giorni vuoti, lunghi, silenziosi e carichi di domande inespresse di lacrime nascoste e parole da ringoiare con amare considerazioni.
E ora, a due giorni dalla partenza per Los Angeles, sono più che mai sospesa tra tutte queste cose. Non riesco a trovare l'euforia per questo viaggio a lungo sognato e atteso, anzi - mi affiora il pentimento per aver speso un sacco di soldi che forse non avevo ... La chiave di tutto ciò è, per dirla freudianamente, nella reazione di mia madre? Si riduce davvero tutto a questo? Può un'intera esistenza ruotare intorno ad un rapporto sbagliato, decentrato, sbilanciato? O è un alibi comodissimo sotto il quale nascondere peccati assolutamente autonomi, indolenza e mancanza di coraggio in testa a tutti?
Parto con una valigia, ancora da fare, con pochi vestiti ma carica di domande, dubbi e afflizioni. Spero che il sole inquinato della California ne faccia evaporare qualcuno, e che l'amore della mia amica e di chiunque possa incontrare in queste settimane, mi dia una botta di speranza e di vita che in questo momento sono essenziali.
Intanto cercherò di prendere appunti: o saranno utili quando mi deciderò a vedere uno psicanalista, o ci scriverò un libro e farò fortuna. Anzi no, non farò fortuna: ormai in Italia/Sardegna/a Cagliari ci sono più scrittori che lettori ...