
Buon Anno a tutti i bloggers che passano di qua! Oggi parto (parolona... sono solo 50 km ma li faccio in treno. Il treno è "Viaggio" per antonomasia, così mi sentirò davvero in vacanza) vado dalla mia amica del cuore, Patrizia, che riesco a vedere sempre troppo poco e allora mi faccio una settimanina da lei, a bere vino e chiaccherare, davanti al camino con la sua bella Mirò (cagnetta) e la gatta Frida. E quindi, in anticipo, vi lascio qua gli auguri per una bella nottata di Capodanno: che il 2006 inizi tra la gioia, il calore nel cuore e la mente aperta a cose belle e cose nuove. Un brindisi per tutti voi, a mezzos annos cun saludi e trigu!
Sul blog della mia amica virtuale Ofelia ho trovato il suo oroscopo 2006 "prelevato" da L'internazionale : era un bell'oroscopo, così sono andata a cercarlo, per leggere il mio segno. Eccolo qua. 
Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Nel suo libro The disappearance of the universe, Gary Renard cita questa frase del suo professore: "Un aereo a reazione va sempre fuori rotta, ma grazie a continue correzioni, riesce ad arrivare a destinazione. E anche tu ci arriverai". Ricordati questo consiglio per tutto il 2006, Pesci.
Secondo la mia analisi dei segni astrologici, ti allontanerai spesso dal sentiero del tuo più alto destino, e tuttavia sarà esattamente quello che dovrà succedere perché tu possa raggiungerlo. Essendo costretto a fare continui aggiustamenti, potenzierai la tua forza di volontà, che è essenziale per raggiungere gli obiettivi che contano veramente.
Niente male, eh?? Ci ha preso, direi che ci ha proprio preso. Infatti, pur avendo una seppur vaga idea di quale direzione vorrei dare alla mia vita (e meno male che almeno un'idea c'è ... alla mia veneranda età ...), procedo per piccolissimi passi perchè non so bene COME arrivare dove penso di voler arrivare. E quindi, questo oroscopo mi consola e mi sprona.... Anche perchè giusto ieri sera, durante una delle più interessanti serate a teatro dell'anno, ho potuto vedere che una porta che pensavo ormai chiusa forse invece ha uno spiraglio aperto per me ... e questo è più di una speranza, di certo un sogno. E il primo dei "buoni propositi per l'anno che arriva": occhi aperti, sensi all'erta, naso all'aria per fiutare il vento propizio.... e allora alziamo le vele - finalmente - George Gray, alziamo le vele ....
di John Grisham. Librino leggero, divertentissimo, grottesco e terribilmente Americano! L'ho comprato e letto l'anno scorso, e quest'anno l'ho riletto in due giorni la scorsa settimana (perchè volevo presentarlo al "mio" circolo dei lettori ma non ho potuto andare alla serata perchè, appunto, costretta allo shopping natalizio dalla mia ineffabile e inopportuna madre).
E' quello che sogno ogni anno, fuggire dal Natale, col suo carico di stress da acquisti forzati con i soldi sempre più contati, dai sorrisi-baci-abbracci ogni anno più ipocriti, dai pranzi luculliani coi parenti-serpenti e la tv che mostra tsunami e africa che ti senti ancora peggio .... Insomma, di solito il Natale mi prende malissimo; quest'anno - invece- non tanto. Mi dispiace solo non essere riuscita, la vigilia, a ritagliarmi un'oretta per me per stare un po' sul web e fare gli auguri a quella parte di amici/conoscenti virtuali a cui non potevo mandare il classico sms della notte (quest'anno in rima). Ecco perchè il mio Santa Claus con tanto di slitta e renne compare solo oggi, ma in fondo è il pensiero che conta, sempre e comunque,e poi fino alla befana è tutta una vacanza, no? ... però domani si torna alla dieta e alla palestra, fino a capodanno alla prossima trasgressione!!!
Il mio Natale è stato Nero d'Avola e Montepulciano d'Abruzzo, Tortellini, Ravioli, Salmone, Gamberi e Porchetto arrosto, Noci, nocciole, Pan'e Saba, Moscato e Mirto, Bottarga e Fil'e Ferru. Nipotini, zie, fratelli, cognate, due giri a carte e più serenità di quanto mi aspettassi. Anche se il colpetto di sfiga non manca: venerdì s'è guastato lo scaldabagno (meno male che c'ho la zia al piano di sotto, doccia in trasferta) e oggi da scarsa piccola chef quale sono mi sono tagliata un dito (vabbè, un taglietto sul polpastrello del medio sinistro) ..... Buon Natale!!!!!!!!!!

dal blog di Beppe Grillo (molto istruttivo) vi copio integralmente il post di ieri:
Gli uomini delle caverne 
Stefano Benni mi invia questa sua riflessione sugli uomini delle caverne.
"Si dicono moderni, ma in realtà vogliono riportare il mondo indietro di milioni di anni.
Sono gli uomini delle caverne, gli estremisti del nuovo potere economico .
La loro mentalità è paleolitica : il mondo è del più forte, la clava è il profitto, e la terra è una preda.
Si distinguono perché si battono minacciosamente il petto gridando lo slogan: “Grandi lavori“. Amano scavare nuove caverne e gallerie per farci passare un supertreno superveloce ma non sanno costruire un normale, decoroso treno per i pendolari. Perché una delle loro paleobugie è questa : una cosa fatta male che va più in fretta è meglio di una cosa fatta bene che va più piano.
Sono eiaculatori precoci, che non ce la fanno a godere del mondo.
Stupidi e avidi, pitecantropi e pidueantropi, insistono in un progetto ormai fallito, un modello di sviluppo che non riesce più a progredire, ma solo a riportare indietro la qualità della vita di tutti.
Grugniscono: “non ci lasceremo intimidire”, si dicono moderni e chiamano gli altri arretrati.
Togliamogli dalla bocca questa bugia.
Arretrato è chi sceglie il progetto che piace agli affaristi e ai mafiosi.
Moderno è chi sceglie il progetto migliore.
Arretrato è chi fa propaganda a ciò che ha già deciso, come tutti i vecchi dittatori.
Moderno è chi lo fa discutendone prima.
Fare il ponte di Messina è una cazzata ducesco- neroniana.
Mettere a posto le ferrovie dei pendolari, la Salerno-Reggio Calabria, lo svincolo di Mestre e la tangenziale di Milano, rifare gli acquedotti , gli argini e i porti, questo sarebbe moderno.
Vendere un biglietto dove è segnata un’ora in meno da Milano a Napoli e poi fare tre ore di ritardo, è un vecchissimo trucco.
Arrivare in orario da Milano a Napoli sarebbe una trovata modernissima.
Emmenthal Lunardi non è moderno, gli appalti agli amici sono vecchi come il mondo. Ed è vecchio opportunismo essere un giorno europeista e un giorno devoluzionista.
I valsusini non solo contestano la Tav, ma fanno anche proposte. Hanno dell’economia una visione molto più moderna e complessa rispetto agli uomini delle caverne.
Saper riconoscere i punti critici della storia, quella dove il progresso si incrina e si rompe, è opera di alta ingegneria.
I vecchi cavernicoli almeno avevano un alibi: dovevano imparare tutto ogni giorno. Questi invece non hanno imparato e capito un c...o.
Continuano a fare miliardi con la spremuta di dinosauro, il petrolio preistorico, e non glie ne frega niente di pensare a cosa accadrà quando sarà finito.
Per questo gli uomini delle caverne sono furibondi: perché hanno di fronte una civiltà superiore. Gente che sa vedere il mondo come un organismo vivo, non come a una materia prima, e sa pensare a un futuro. Perciò mille volte più moderni e realisti di loro.
E adesso, pitrecantropi onorevoli e/o affaristi, andate pure nel vostro ristorante preferito a mangiare la tartare di mammuth, a parlare di dividendi, a far bancarotte e speculazioni.
Ma dalla manica della giacca blu, spunta il pelo.
Chiamatevi col vostro nome: siete uomini delle caverne quotati in borsa, negli ultimi anni avete scavato un tunnel , e adesso non sapete come uscirne. Usate pure la clava e il manganello , ma non dite che è in nome del progresso."
Stefano Benni, il lupo.
Ho visto che è tornato di moda il giochino "le dieci cose per cui vale la pena vivere" , ora riproposto da Paolo Bonolis (peculiare classifica in cui compare sempre, e ai primi posti, la figa: mai il suo, come dire, corrispettivo maschile: una delle tante differenze tra uomini e donne? Nel senso che noi (donne) ci pensiamo di meno, lo consideriamo meno importante o semplicemente non ci piace nominarlo? Farò un sondaggio, prima o poi....
Intanto, tra le cose per cui vale la pena vivere io ci metto di sicuro il teatro, il cinema, i libri, e quindi lo scorso weekend è stato una vera orgia di cose belle (peccato che continuo a non trovare bellissimo vivere, di recente). Venerdì sono andata a teatro, a vedere il favoloso
Valerio Mastandrea nel monologo di Mattia Torre "Migliore" . Bravo, bravissimo lui (che bellezza sentire recitare un attore vero ... confesso che a volte mi sono persa nella contemplazione auditiva della perfetta dizione di Valerio, che solo con la voce riesce a rendere i vari personaggi che circondano il protagonista di questa storia), e bello il testo - un monologo che punta l'indice contro una tendenza tutta dei giorni nostri in cui per diventare vincente e apparentemente felice devi chiudere il buco al centro di te stesso dove si infiltrano incertezze, dubbi, timori, emozioni, sentimenti per mettere in evidenza soltanto il lato più cinico, cattivo, crudele. E allora via, in malora i peri del Piemonte e il club dei pasticcieri: impari a fare uno splendido tiramisù che ti porterà ad avanzamenti di carriera e matrimonio in pompa magna con la figlia del capo, quella "le cui gambe sembrano disegnate a matita" e che Alfredo riconosce dal profumo, e che non ti ha guardato mai negli occhi nemmeno quando ti ordinava di andare a farle le commissioni.
E dopo questa bella serata, sabato si passa alla letteratura: ore 18,20 presentazione di "L'uomo in fallo" di Annalisa Ferruzzi.
Appena uscito per le edizioni Robin , è il terzo libro dell'autrice. I primi due, Il funerale di Missy P. e L'inserzione sono stati un'escalation di stranezze ... L'uomo in fallo li batte. E' un libro composto da sei racconti, sei protagonisti, tre uomini e tre donne, il cui filo conduttore è l'ossessione. Ognuno dei protagonisti mostra un lato bizzarro che sconfina nel grottesco e nel surreale, ma tutti si muovono in quella città mai connotata e quindi universale, fatta di periferie, di piccole vite e -appunto- piccole ossessioni che sono forse un aspetto del male di vivere e della difficoltà di venire a patti con una realtà sempre più fasulla e faticosa. Non ho ancora deciso se mi piaccia nel suo insieme, ma sottolineo la bravura dell'autrice nell'uso del linguaggio. Lei dice, di sè, che scrive "per sottrazione" : una volta composta l'ossatura del romanzo, toglie più che aggiungere, e il risultato è uno stile asciutto, stringato ma con una grandissima attenzione per la scelta delle parole. E questa accuratezza ricercata è una cosa che mi conquista sempre e comunque, perchè la lettura diventa quasi piacere fisico.
E per aggiungere gioia al piacere, alla presentazione del libro era presente uno scrittore che amo molto, Massimo Carlotto mio concittadino per scelta (sua) e di cui metto qua la fotina che è sempre un piacere vederlo. Ho avuto a
malapena il coraggio di chiedergli se era davvero lui e fargli i complimenti, così in maniera molto vaga, perchè (confesso) ero parecchio emozionata a vederlo là davanti a me e forse anche un po' in soggezione. In realtà avrei molte domande da fargli, stupide curiosità più che altro, e quindi ho lasciato che vincesse la mia timidezza che di solito si nasconde molto bene ma in questi momenti, ahimè, no. Confido in una prossima occasione, e intanto mi segno che il 19 gennaio farà lui la presentazione del suo "NordEst" e soprattutto che il 17 dicembre ci sarà a teatro "Cristiani di Allah" da lui medesimo scritto e se volete saperne di più vedetevi il suo sito!
Per concludere la terna, domenica sono andata al cinema. Volevo vedere "La seconda notte di nozze" di Pupi Avati, ma l'orario non era propizio: erano rimasti solo 2 posti e per giunta in prima fila.... Allora, io e i miei due amici, abbiamo optato per "Mr e Mrs Smith
"
- che comunque mi incuriosiva parecchio ed era veramente l'unica alternativa. E francamente non mi ha deluso! E' un film girato benissimo, i due protagonisti sono strepitosi (e certo, credo che se non fossero loro due il film perderebbe di molto!!), forse un po' lungo in certi punti ma nel complesso divertente quanto basta, thrilling quanto basta, bello bello bello esteticamente sotto tutti i punti di vista. E poi, dài, il gossip fa la sua parte: come non voler vedere il film galeotto che ha dato il via alla coppia più bella di Hollywood? 