.... tu non sai con che desiderio ti
guardo,
Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi
arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita
di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre
passiamo veloci uno vicino all'altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo
o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t'incontrerò di nuovo, non ho
dubbi,
Devo vedere come non perderti più.
(Walt Whitman)
Guardando il contatore delle visite a questo mio blog mi sono accorta che i numeri cambiano rapidamente ... quindi ci dev'essere un po' di gente che passa di qua, ma raramente trovo un commento ... ecco, ero curiosa e allo stesso tempo lusingata da tanti passaggi. Quindi, agli sconosciuti che passano di qua e ai conosciuti che ritornano: vi dedico una poesia dello splendido Whitman, e vi chiedo di lasciarmi un segno del vostro passaggio. Così, solo perchè mi resti un'orma sulla spiaggia, su cui io possa poi magari pensare, sognare, meditare. Oggi mi sento un po' così... ascoltando i R.E.M. (sono "in fissa" con Leaving New York ), come sempre, mi prende questo "mood" meditativo. Sapete quella cosa strana per cui ti senti in pace col mondo, molto saggia ma allo stesso tempo piccolissima davanti all'immensità del mondo stesso, e mi capita di andarmene in giro sulla mia nuvoletta personale e con un sorriso ebete sulla faccia. Ed è così che me ne vado dall'ufficio ora, torno alla mia casetta (ho traslocato da poco), alla mia vita interiore. Ma desidero tanto un po' più di vita sociale. ...
Aprile sta finendo, quaggiù a Costa Rei comincia timidamente a scaldare il sole ... pochi giorni fa ho fatto la mia prima passeggiata in spiaggia a piedi nudi ... La prima volta che i miei piedi toccavano sabbia e mare quest'anno, la prima volta dopo la frattura che ha interrotto la mia estate il 20 agosto. C'erano dei turisti che facevano il bagno: tedeschi ovviamente. Con queste temperature, solo loro!! Io stavo sì a piedi nudi, ma con la felpa! Bello però, sentire il sole scaldare la pelle, son proprio contenta di stare al mare. Le mimose sono in fiore, gli asfodeli riempiono i prati insieme ai papaveri, il cisto e il lentischio riempiono l'aria di odori mediterranei.... Life seems easier, quando il sole riempie il cielo azzurro. Posso ancora fare finta di essere in vacanza, in un paradiso che weekend dopo weekend si riempie di sconosciuti invadenti o interessanti, secondo i casi. E tra non molto saremo in piena stagione, turisti ovunque, macchine, traffico, coccobellococcofresco, ombrelloni, tormentoni e pareo, coni gelati e cuba libre.... all that jazz.
E sempre in materia di piedi, ieri ero a Cagliari per il mio turno di abbonamento alla
stagione lirica, e ho visto una bellissima "Giselle" magistralmente danzata da Roberto Bolle e il balletto di Novosibirsk. Francamente mi è mancata un po' l'emozione, ma sono stati divinamente perfetti nella tecnica, una pulizia e precisione dei movimenti che sono davvero un piacere da vedere. I virtuosisismi dello scultoreo Roberto-etoile-nazionale sono da urlo (e infatti il tifo da stadio è stato anche un po' esagerato): applausi alla tecnica, alla comunicativa o al fisico? La sua calzamaglia, che pareva più body paint che nylon, effettivamente non nascondeva un solo particolare dei muscoli plusquamperfetti che avrebbero potuto servire da modello a Donatello per scolpire il suo David ... E la prima ballerina, Darcey Bussel, una Giselle eterea, sofferente e sofferta, espressiva e intensa. E poi ero in buonissima compagnia, con un amico che mi fa vivere nel cinema ogni volta che può, e che ieri mi ha regalato un pomeriggio di prima visione e una serata di disincantata sorridente realtà.
Oggi ho fatto pace con la vita, e me la godo finchè dura!
Non potevo non postare un saluto al nostro Papa. E' difficile, dopo quattro giorni di paroleparoleparole mandate in onda da tv e radio ovunque e comunque, troppe davvero.... è stata un'orgia mediatica senza pari, e per me è stato come quando vai ai mercatini delle pulci ... in mezzo a tante carabattole inutili ci sono a volte dei pezzi apprezzabili. Ho visto e sentito tante cose, che sapevo e che non sapevo, che ricordavo benissimo o che avevo dimenticato. E' stato bello anche rivedere le immagini di Karol Wojtyla appena eletto, nel lontanissimo 1978 e rivedere le immagini del suo viaggio a Cagliari nel 1985 (quando ho rischiato di diventare una papagirl....
) e rivedere un Papa giovane e forte, perchè mi sarebbe dispiaciuto ricordarlo solo da vecchio e malato come era negli ultimi tempi. La mia coscienza cattolica in realtà è in lotta da anni e anni, e forse il mio dubbio è in realtà una mancanza di coraggio: è faticoso, vivere il Vangelo. Facile credere ai principi cristiani ("ama il prossimo tuo come te stesso": quale società cosiddetta civile non dovrebbe/vorrebbe fondarsi su un principio così umano e giusto?), ma mettere in pratica il credo diventa davvero difficile, è una scelta che costa fatica e sofferenze e la vita comoda del nostro tempo non ci aiuta certo. Ma quelle parole di Papa Wojtyla, "prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro" non dovrebbero e potrebbero prescindere dalla fede cattolica? Non possiamo comunque raccogliere l'invito di un uomo che ha vissuto una vita piena di grande amore per l'umanità e per la pace? Un vero operatore di pace, lui. E comunque una persona che ho molto amato e apprezzato, e che sicuramente mi mancherà - nonostante sia stata in profondo disaccordo con alcuni dei principi che la Chiesa fermamente difende, e nonostante la fin troppa ingerenza della Chiesa nella politica italiana. Non solo italiana, direi. Ma questo va anche al di là dell'uomo Wojtyla, che era in fin dei conti il Capo della Chiesa, un'istituzione che lui ha contribuito a svecchiare e avvicinare al popolo, ma che avrebbe davvero bisogno di una enorme rivoluzione per essere ancora più popolare. E ora comincia il toto-Papa, per vedere in faccia chi dovrà raccogliere l'ingombrante e difficile eredità di Karol Wojtyla. A lui, un Buon Viaggio verso l'ultima meta, quella a cui ha teso per tutta la vita. Il suo sorriso, il suo sguardo, la sua voce sicuramente hanno lasciato un segno in me come in miliioni di altri nel mondo. E forse, come si dice nel Vangelo, sarà più importante ora, perchè "il seme che non muore non dà frutto" e così la scomparsa di un uomo buono e diciamolo pure, santo, potrebbe essere la scossa che a molti serviva per prendere coscienza di qualcosa. God bless you.